21 Mar

Pensiero e realtà n. ho perso il conto!

Non poteva fregarmene di meno della giornata internazionale della poesia – tanto per chi è poeta la poesia è il pane, la vita di tutti i giorni. Non me ne poteva fregare nemmeno niente di continuare a cercare una “visibilità” per emergere, un modo per agganciare gli “esperti” del settore, sempre pronti come facevo anch’io a criticare, a bollare, a denigrare (se mi passate il termine antico).

Oggi sono andata a correre e nell’Ipod, regalo del mio amore, avevo messo due canzoni di Elisa. Oggi mi è capitata una di queste: “è pur sempre bellissima un’emozione”, comincia così. E ho pensato a tutti i critici musicali che odiano Elisa o semplicemente la ignorano cercando cantanti più raffinati o incompresi, più d’elite, che li facciano sentire più critici esperti perché al pubblico non è dato di apprezzare certe raffinatezze, e mi viene da pensare a Jane Austen.

Ma sono tornata a scrivere grazie all’aiuto provvidenziale di Katia e del suo compagno, che, scrive nel commento al mio post precedente, ultimo e sperduto fino a pochi momenti fa, amavano leggere tutte le sere sul loro divano bianco (come il nostro) i riassunti della nostra vita intima.

 

La coincidenza – a cui non credo, credendo in qualcosa che sta decisamente Oltre – vuole che oggi sia anche il ritorno della Primavera, il ritorno della vita. E per festeggiarla mi sono ritagliata due pause dal lavoro (che, por fin, ho trovato ma ancora non frutta soldi). La prima pausa è stata concedermi lo yoga prima di pranzo. Con il sottofondo del canto dei delfini – “guaritore”, si dice – mi sono rilassata concentrandomi sul mio corpo e sul respiro, come ho imparato a fare 2 anni fa.

Il sole però mi ha chiamato fuori casa per una corsa al parco qui sotto. Sono scesa con gli auricolari alle orecchie dopo avere scritto al mio fidanzato al computer: “Amore / vado a correre”, e lui mi ha risposto “Va bene principessa”.

 

Poi stavo tornando verso casa e ho incontrato una vecchia signora, che da giovane era molto bella e faceva l’attrice, l’avevo conosciuta in ospedale sempre 2 anni fa, più o meno, l’ho salutata e ci ha messo un po’ a riconoscermi ma è stata contenta. Mi ha offerto un succo di frutta al bar e chiesto di farle compagnia per qualche passeggiata di tanto in tanto. “Va bene” ho risposto, dice che può pagarmi ma non mi sembra il caso. “Facciamo colazione insieme al bar”, le ho detto. Mi chiamerà prima di Pasqua.

 

E alla fine, è sera, è tornato il mio fidanzato e a me non piace pensare al mio corpo o parlare del mio corpo in termini volgari o sessuali, però mi ha fatto i complimenti perché dice che le tette sembrano più gonfie e rido ancora per questa annotazione. Prendo coscienza che a Primavera anche il corpo sta cambiando.

 

E se gli sbalzi d’umore mi spaventano, mi mettono in allarme, non riesco però a porre fine a questa voglia di tornare a essere davvero io, senza sovrastrutture, dimenticando come mi vogliono gli altri, cercando di seguire il Vangelo e di essere felice.

 

Tra i miei pensieri della giornata, c’è stato questo: “Sana, malata, in carriera, disoccupata, mi basta che ci sia l’amore”.

 delfini

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