31 Mag

Cronaca di una convivenza

La convivenza ha chiuso le tende per un consiglio errato, o meglio un ricatto psicologico e morale. Ci sono caduta con tutte le penne e ora sono sola, qui. È mia usanza credere che difficilmente le persone cambiano opinione su di te. Infatti Daniele non ha cambiato idea, perché mi conosce. Ma la mia condizione di “incompresa” è storia vecchia, non ne vale la pena nemmeno parlare, per le troppe cose da dire.

Ieri sera è stato a cena qui e abbiamo fatto fuori quasi un chilo di gamberi. Il pescivendolo al mercato è riuscito a vendermeli: “Ti faccio un regalo: solo 20 euro”

“Li cucinerò al mio fidanzato domani”

“Così lo farai innamorare!”. Stavo per rispondere, perché non mi so tenere un cece in bocca, come si dice, poi sono stata zitta, perché era troppo lunga da spiegare.

Il fidanzato però è stato davvero contento e siamo stati felici come quando vivevamo qui.

Opinioni diverse sul mondo non mi scoraggiano: sono lontani i tempi in cui credevo che il mondo fosse diviso davvero tra cattivi e buoni. Sono concetti troppo assoluti, noi siamo tutti relativi. Il mondo, per me, è diviso tra quelli che sono buoni con me e quelli che non lo sono. Ai primi cerco di dedicare il mio tempo, gli altri non li voglio neanche vedere.

Sono stata al supermercato, ora, e una busta si è rotta da quanto era piena. Mi ricordo quando ci andavo insieme a lui: erano attimi celestiali. Finalmente potevo decidere di cosa riempire il carrello senza che nessuno protestasse! A Firenze, quando ero ragazzina, mia madre mi mandava al supermercato e mi dava una lista scritta a mano quasi illeggibile, che prima di uscire mi spiegava. Dovevo comprare quello che c’era scritto: nient’altro. E se andavo a fare la spesa con lei, non potevo mettere niente di nuovo nel carrello di mia iniziativa, rispetto a quello che era già stabilito. Con Daniele invece i miei desideri erano accontentati. Mettevo questo, mettevo quell’altro, e in pochi mesi siamo ingrassati tanto, ma non ce ne fregava niente. Mangio quando sono felice, il mio digiuno è legato alla tristezza e all’apatia. Trovo ovvio riversare le mie emozioni nel cibo, dopo i miei trascorsi da anoressica e bulimica.

Ha paura a tornare, è normale. Non voglio guardarmi indietro perché mi dispiace quello che ho fatto. Voglio solo ricoprirlo di attenzioni. E mentirei se dicessi che non m’importa l’opinione degli altri, ma so che non posso fare più nulla per modificare certi giudizi pesanti. E mi porto la mia croce, come sempre. Prima per gli altri ero una “paranoica”, dopo ero una che si credeva “chissà chi”, ora sono quella che ha “cacciato di casa il compagno” e per questo merito la gogna. Per fortuna che quasi nessuno crede più alle streghe, altrimenti sarei scomparsa già da un po’.

[youtube=http://www.youtube.com/watch?v=H-pGtMsCAOY]

Intervista della Social Agency in qualità di blogger. Sconsiglio di guardarla, però il fidanzato mi consigliava di metterla.

Cronaca di una convivenza. In partenza per il Salone del Libro di Torino (racconto precedente)

Ornella Spagnulo 

31 Mag

Passeggiate d'autore

Quando? Sabato 1° giugno 2013. Ore 20.

Dove? Davanti alla Feltrinelli di via del Babuino, Roma, e poi…in giro

Con chi? Pier Paolo Di Mino, scrittore e sceneggiatore.

Cosa? Passeggiate d’autore.

Perché? Per non stare sempre al chiuso a leggere. Per incontrare gli scrittori nei luoghi che hanno descritto. Nella città.

How much? 7 euro con la Carta Feltrinelli, 9 senza.

Passeggiata d’autore su Gabriele D’Annunzio

Passeggiate d’autore dedica un appuntamento allo scrittore Gabriele D’Annunzio. Ancora oggi c’è chi lo vorrebbe escludere dal trono di “letterato” per la sua condotta amorale accanto ai fascisti. Ancora oggi, però, D’Annunzio si studia su banchi di scuola e si approfondisce nelle università.

Esteta nostrano, amante delle donne e dei ninnoli (sono stata nella sua dimora in Toscana, e la schiera di piccoli soprammobili mi ha quasi stordito), non era umile: si dice che facesse entrare gli ospiti da un ingresso a volta bassa, perché così si sarebbero inchinati a lui. Si dice anche che Benito Mussolini gli procurasse tante donne perché aveva paura che lo scrittore potesse diventare suo rivale. Tra le tante ci fu Eleonora Duse.

Ha scritto Il piacere, altri romanzi e una marea di poesie di cui la più famosa è “La pioggia nel pineto“. Pochi lo sanno, ma D’Annunzio ha scritto anche il Poema Paradisiaco, una raccolta di liriche di tutt’altro stile rispetto al resto. Di queste fa parte: “Ai lauri”, una poesia sulla poesia, un’autobiografia dell’autore come lettore: “Egli leggea quel libro ove pudica/ l’Anima geme, lacrima e desìa/ chiusa nel velo d’una Grazia antica” (…) “O lauri, io son colui. Non più m’ascondo./ Io son colui che lesse il libro e vide/ quella luce e gioì nel cor profondo.”

D'Annunzio

Prossimi appuntamenti

Segnalo le prossime Passeggiate d’Autore a Roma, perché mi piace molto come iniziativa.

15 giugno, ore 20: “Tevere, madre acqua”, con Laura Costantini e Loredana Falcone. Ispirata al libro Fiume Pagano (ritrovo davanti alla Feltrinelli di Largo Argentina).

22 giugno, ore 20: “Resistere: sotto le bombe, sotto le parole”, con Simone Ghelli. Sull’eredità della Resistenza (appuntamento all’entrata della Feltrinelli di via Orlando).

Se poi c’è pioggia, si può telefonare al numero 329/8657998 per avere notizie.

In progetto è realizzato dall’associazione Pluriversi e dall’Agenzia Letteraria Verba.

29 Mag

Nuove Terzine, da Saviano al cinema a chi scrive con parole ricercate, e racconto su Scrittori Precari

Poesia. Nuove Terzine

C’è gente che darebbe la vita per il lavoro.

Un po’ come Roberto Saviano:

il primo martire di questo millennio.

 

Vorrei girare il film della mia vita

o meglio farlo girare a un regista famoso,

ma non mi intendo di cinema.

 

Apprestandosi a scrivere, c’è chi usa parole ricercate,

corrodendo gli slanci vitali, e limando fino al midollo:

è tutta fuffa.

 

Racconto su Scrittori Precari, “In libreria”

Un mio racconto sul blog degli Scrittori Precari, In libreria

(“Trovare ciò che si cerca è un’utopia. Per non parlare di quando cerco un libro”).

Lo leggete qui.

Ornella SpagnuloScrivere blog cronaca di una vita intima

28 Mag

Viva, rivista in carne e ossa. Un breve assaggio

Vi ricordate l’evento che avevo segnalato una settimana fa? “Viva, una rivista in carne e ossa” c’è stata il 23 maggio a Roma. E ritornerà. La redazione è composta da: Claudio Damiani, Nicola Bultrini, Stas’ Gawronski, Giuseppe Salvatori.

Ho fatto un breve video, per ricordare il primo numero, “Terre”.

[youtube=http://www.youtube.com/watch?v=fAluvJ7asc0]

27 Mag

Anonima scrittori. Corso di scrittura distruttiva. Terza lezione.

– Cominciamo con un esercizio. Vi do un incipit e voi dovete continuare -.

Gli studenti prendono una penna dalle rispettive borse, zainetti, giacche…

L’insegnante si schiarisce la voce.

– Stamattina, al paese dei balocchi, è cominciato il corso di scrittura creativa…A partire da queste parole, dovete scrivere un racconto, e poi li leggeremo tutti, va bene? Adesso vado a fumarmi una sigaretta. Mi raccomando, non copiatevi, perché l’originalità è il primo requisito: se non siete originali, potete dire addio alla scrittura, anzi, è meglio che ve ne andiate subito…

Il primo comincia: “Stamattina, al paese dai balocchi, è cominciato il corso di scrittura creativa. Avevo smarrito la mia penna, ma l’ho ritrovata, l’avevo semplicemente lasciata al bar, dove, tra cappuccino e cornetto, avevo segnato il numero di una studentessa del corso, che è come me di Rieti.

Stamattina, al paese dei balocchi, avevo perso la mia testa, ma poi l’ho vista gironzolare tra gli stand di libri pubblicati da minuscoli editori, libri che non vedranno mai il mercato, e così me la sono rimessa addosso, non aspettandomi più molto da queste due giornate. Stamattina, prima di uscire, avevo dimenticato persino il giacchetto, ma mia mamma, santa donna!, si è ricordata che stavo per salire sul monte del paese, dove fa freddo freddo, d’inverno, e mi ha detto, sulla porta:

– Francesco, ricordati il giacchetto!- . – Sì, mamma-, e mi sono ricordato anche di quello, ma me lo avevano suggerito quindi non è merito della mia memoria! Stamattina, al paese dei balocchi, quando è iniziato il corso stavo per dimenticare tutto: perché voglio scrivere, che cosa ho studiato…ma tanto, queste risposte non servono a niente. Pare si tratti solo di questioni di marketing, pertanto mi pongo come bravo discepolo per imparare tutto quello che mi  verrà insegnato. Sperando che una volta a casa non mi scorderò di niente!”.

corso di scrittura creativavai all’episodio precedente, se come Francesco te lo sei scordato!

vai all’episodio successivo se vuoi leggere gli altri Incipit!
episodio successivo corso di scrittura parodia

26 Mag

Tu mi dormi sulla spalla sinistra

Ieri sera si sono affacciati i nostri problemi,

che al mattino sono tutti svelati:

siamo bravi a giocarci intorno come due bambini

ma cresceremo prima o poi, dobbiamo farlo.

 

Tu mi dormi

sulla spalla sinistra. Sono le cinque e mezzo,

e affronti il pomeriggio

nel sonno più totale.

C’è che russi e la notte non riesco a dormire.

Ma poi dormo al mattino, e tanto è uguale.

 

Se domani, un giorno o l’altro, saremo famiglia,

se saremo due adulti, non più dei bambini,

chi ci darà ancora la forza per giocare?

 

Mi chiedo se il mio impegno varrà a qualcosa.

Non mi fai mai sentire sola, e questo basta.

Le mie mani hanno tutto quello che ti serve?

Le chiudo in preghiera, chiedendolo a Dio.

 

Dormi sempre sulla mia spalla sinistra,

nel pomeriggio, ma lavori

durante la settimana

e io non me la sento di svegliarti.

 

Sono io che non faccio niente:

attività precarie, scrivo, leggo,

mi rendo inutile alle vite degli altri,

“disoccupata” per la società,

iperattiva se ascolti me.

 

Ho tanti programmi per il futuro:

tra questi c’è il sogno di non crescere mai.

E ci stiamo riuscendo.

Tu dormi ancora sulla mia spalla sinistra,

è l’ora di cena,

scrivo ancora le mie vene di sangue prima di cenare.

 

Forse dormiamo per non capire che diventeremo grandi

e dormiamo per realizzare meglio tutti i nostri sogni,

e dormiamo perché gli altri non ci capiranno mai,

io lo so,

e dormo io perché non ho lavoro,

e dormi tu che ce n’hai troppo.

 

Usciremo questa sera? Tanto è uguale.

Da quando c’è l’amore, è bello anche non fare niente.

Ti sveglierai, mi vestirò.

Ieri ero io che non volevo uscire.

Avevo tanto sonno, finita la cena.

 

Ci sveglieremo domani l’altro. Avremo figli,

ed immensi grattacapi.

Ma saremo ancora due bambini: me lo prometti?

Me lo prometti che non cresceremo mai?

 

Dormi ancora,

se continui farai venire voglia pure a me.

Ma siamo giovani, siamo due bambini,

dobbiamo uscire dopo cena,

dobbiamo andare a divertirci!

 

Forse quando saremo famiglia

non potremo fare tutto questo:

perciò dormi,

che tra qualche ora avrò sonno anch’io.

 

Nel sonno non cresceremo mai.

Nei sogni saremo sempre due bambini.

blog letterario poesia25 maggio 2013 – Ornella Spagnulo 

 

24 Mag

Nuove terzine. La memoria, il telegiornale, i poveri

Tra i doni che ho ricevuto c’è la memoria.

Ma non la adopero per giocare a scacchi,

sono troppo poco malfidata.

 

 

Da due settimane a questa parte

non guardo più il telegiornale.

Ora sono tre.

 

 

Non riesco ancora a capire

le dinamiche dell’alta società, della gente affermata:

preferisco i poveri.

 

Avviso: dal blog ai Social. L’agenzia letteraria Verba oggi ospita un mio racconto all’interno dello spazio Arena di Carlo Sperduti. Questo è il link dove si può leggere. Il titolo è “Franco al tabacchi”. blog letterario

23 Mag

Presentazione della rivista "Viva" e racconto di Angelo Gasparini

Blog tra poesia e racconti

Oggi vi segnalo un evento a Roma e ospito l’incipit di un racconto di Angelo Gasparini pubblicato dall’Erudita.

Presentazione della rivista “Viva”

Per chi si trova a Roma, oggi presentazione di “Viva, una rivista in carne e ossa”, in via del Corso 530, alle 18:45. Nella redazione: Claudio Damiani, Nicola Bultrini, Stas’ Gawronski, Giuseppe Salvatori. Il tema del primo numero è “Terre”.

Opere d’arte nuove o riproposte, nuova socialità nel nome dell’arte e per l’arte, come una rivista dovrebbe fare.

Tra gli ospiti: Maria Pia Ammirati (La danza del mondo, Mondadori), Daniele Mencarelli (Figlio, Nottetempo), Lucio Saviani (Voci di confine. Il limite e la scrittura, Moretti & Vitali), Lucilla Catania (scultrice): Stareeandare (Museo Nazionale d’Arte Orientale e Palazzetto Venezia – Giardino degli Aranci). Aperitivo finale.

La Nuova Pesa Centro per l’Arte Contemporanea

 blog poesia

Rui Costa, la Fenice. Racconto di Angelo Gasparini. Incipit

Rui Costa è arrivato al Milan nell’estate del 2001, fra tanto entusiasmo e i soliti scettici che dicevano che non avrebbe trasformato un buon battaglione nell’armada invincibile. Il mio vicino di casa, che è da sempre un tifosissimo viola, mi aveva detto “i traditori li giustizieremo quando passano a Firenze”. Lo diceva con rabbia, ma in realtà era molto dispiaciuto, era il disprezzo degli amanti quando non sono più ricambiati. L’anno prima, era andato al canile ad adottare un cucciolo e l’aveva chiamato Rui.

Di Rui Costa, si diceva che fosse un uomo del presidente, uno di quelli che il proprietario dell’A.C. Milan avesse comprato senza consultare allenatori od osservatori. Nella Fossa dei Leoni, si definiscono uomini o acquisti del presidente tutti quei giocatori che hanno doti balistiche ineccepibili, belli da vedere, spettacolari ed entusiasmanti, non per forza determinanti, ma esteticamente parlando perfetti e imposti dal presidentissimo, quasi aprioristicamente. Rui, in effetti, aveva tutte le carte in regola per rientrare a pieno nella categoria e, rispetto a tanti altri numeri dieci che oscillavano tra genio e sregolatezza, in più era un grande professionista. Rui Costa avrebbe preso il posto di un certo Zorro Boban, un giocatore dal grande carisma e dal carattere assai difficile; solo il vulcanico Ibrahimovic, qualche anno più tardi, sarebbe riuscito a farci scordare il temperamento del campione croato. Ad ogni modo, facendo dietrologia, Zorro era stato il numero dieci di un decennio incantato e irripetibile, un periodo fatto di successi nazionali e internazionali ma, soprattutto, l’eroe di quella strepitosa rimonta che nel 1999 ci aveva portato a vincere uno scudetto in rimonta contro una Lazio molto più forte (ma anche più stanca) della compagine rossonera.

(da I più grandi numeri 10 della storia del calcioL’Erudita, 2013)

22 Mag

Don Andrea Gallo: tieni i tuoi occhi pieni di luce nei nostri pieni di lacrime

Don Andrea Gallo si è spento oggi (o si è illuminato). Ma era già illuminato, parlava del Vangelo di De André, riconosceva i malanni della Chiesa, metteva al primo posto l’amore. Lottava contro il potere, stava al fianco dei barboni, non condannava le prostitute, parlava di accoglienza, anarchia, comunismo, solidarietà tra i popoli.

Trovo del cristianesimo nelle prostitute”, diceva, “Ti accolgo come sei, come persona, perché ancora prima di essere maschio, femmina, omosessuale o straniero, uno è persona, cioè un soggetto di autonomia”. Era umile, come chiede il Vangelo: “A me l’unico titolo che piace è: prete di strada. Tanto è vero che quando vado ai dibattiti e si presentano i relatori delle università di Bologna, Genova, Palo Alto, Cambridge… A me piace quando dicono: don Andrea Gallo dell’università della strada“.

Ciao Andrea Gallo dell’università della strada. Ti arrabbi se ti chiamo adesso Andrea Gallo dell’università del cielo?

Tieni i tuoi occhi pieni di luce nei nostri pieni di lacrime.

Ornella

 

22 Mag

Blog clandestino del Salone del Libro di Torino 2013

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Questo Salone non m’è garbato. “Dove osano le idee” – ci voleva un punto interrogativo. Un enorme mercato di libri che fa titolare alla Stampa: “Mai venduto così tanto”. Come se lo scopo principale fosse quello di vendere. Sono fatta così: buona e cara ma se mi si chiede di sacrificare l’intelligenza allora…no.

Tag Industria culturale, Salone mercato del Libro, Blog clandestino, Coscienza critica, I punti interrogativi? meglio abbondare nell’incertezza, Mai venduto così tanto.

Dimenticavo. I libri più venduti? Dan Brown, Matteo Renzi, Walter Veltroni…tutti romanzi che diventeranno classici della letteratura, no? Su Saviano e sul Papa non ho nulla da dire, anzi. Però mi spaventa il ruolo della donna in questo Salone: la scrittrice dov’è? O si batte per riscattare i suoi primari diritti alla vita (il reading contro il femminicidio di Serena Dandini e non solo), oppure ritorna al suo posto ancestrale, dietro ai fornelli, a presentare libri di ricette in cucina.

Dove osano le idee?

Alcuni dati: 14 milioni di vendite di libri. Alla faccia dei precari.

Oltre 70.000 visitatori.

Io speriamo che blog

cronaca di una vita intima Salone del Libro di Torino

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