20 Mag

Salone del libro di Torino, blog non ufficiale

Libri di carta, ebook, libri in cartoncino spesso, colorati, disegnati per far giocare i bambini. Libri che insegnano la storia di Torino, libri fascisti, libri comunisti, libri che prendono in giro tutti tranne se stessi.

Siamo stati alla Fiera del libro di Torino: più che un Salone, una Fiera. Uno sconto del 10% non cambia molto e i veri precari neanche ci sono venuti a Torino. In compenso Gene Gnocchi posa con sconosciuti davanti all’area riservata ai vip.

Presentazioni di libri, concorsi letterari, concorsi di Tweet, persone che si ritrovano tutti gli anni: “Che cosa è cambiato?”, titoli nuovi, traduzioni abusive, libri di ricette di Maria Grazia Cucinotta.

David Grossman, Rossana Campo, blogger autoironiche si fanno riconoscere con una maglietta.

Salone del libro di Torino blog

Ragazze che servono la Coca Cola Zero. Il mio fidanzato l’ha buttata: “Fa schifo”, ha detto. Al Salone ci sono molte sedie, ma più che salotti sono lunghe pubblicità. I libri – quali sono i libri? L’articolo del giornale locale di Torino titolava: “Non si vendono libri, quest’anno”.

Andiamo al Salone delle biblioteche di Sassari? Ah no, le biblioteche stanno fallendo, chiudono come si chiudono i libri, oggi. Non mi piacciono i libri delle biblioteche, non li sento miei, neanche questi libri sono tutti miei. Alcuni sì, ma pochi. Un paio in borsa.

“Attenzione alla nausea al Salone”, mi aveva avvertito un lettore. La nausea dei libri non letti, la Nausea di Sartre.

Cronaca di una vita intima al Salone di Torino

– to be continued? – 

Salone libro Torino blog

io speriamo che blog

17 Mag

Tra poche ore il blog si trasferisce a Torino per il Salone del Libro, già

Il blog cronacadiunavitaintima sta per abbandonare la casa romana per soggiornare a Torino nel fine settimana, con l’occasione del Salone del Libro 2013, insieme a case editrici, milioni di lettori e lettrici, scrittrici e scrittori, e vip che scrivono assolutamente per caso ma partecipano come ospiti speciali (ho letto l’interessante polemica su Satisfiction).

Il fidanzato mi ricorda che è venerdì 17 e pare che la sua giornata sia iniziata male.

Stamattina sono andata a fare le fotocopie dei miei manoscritti.

blogger cronaca di una vita intima manoscritti

Manoscritti di Ornella Spagnulo, blogger

Non sono brava a usare Twitter, né sono capace nelle pubbliche relazioni (troppo poco diplomatica), però nel tempo – da 4 anni a questa parte – ho accumulato pagine su pagine. Alcuni manoscritti li trovate girellando in questo blog.

Lo so che è la fiera delle case editrici e non dei manoscritti, ma ne ho sentite troppe sulle email mai arrivate, sulle fotocopie che finiscono direttamente nel cestino.

Vorrei garantire alle mie lettrici e ai lettori che fornirò loro un resoconto istantaneo, un’immagine, un’idea su quello che sarà il Salone del Libro di Torino visto da una blogger non ufficiale come me. Ma non so a che ora tornerò in albergo domani sera, dopo la full immersion, e come sapete sono troppo poco diplomatica.

Quindi vi lascio con una terzina e alcuni suggerimenti di pagine del blog, per chi dovesse sentire nostalgia…

La paura del diavolo

c’è in ogni anima santa:

la luce ha paura delle tenebre.

Ornella Spagnulo, Nuove Terzine

 

Salone del Libro di Torino, 2013

stiamo lavorando anche per voi

blog ornella spagnulo

Blogger in trasferta

Manoscritti blog case editrici

“Alla fiera dell’est, per due soldi un editore il mio libro comprò”

Pagine consigliate per chi si annoia nell’attesa:

Dicono (bene) del blog – pagina nuova nuova

The Wall – uno dei manoscritti, appunto.

Blog cronacadiunavitaintima

16 Mag

Cronaca di una convivenza. In partenza per il Salone del Libro di Torino

Stamattina ho ricevuto il buongiorno da una lettrice, Cristina C.

Con un commento mi ha fatto sapere che tutte le sere legge a sua figlia questo blog per farla addormentare. Ifigenia ha una malattia rara, e questo racconto è dedicato a lei.

Ieri sera Daniele mi ha rimboccato le coperte alle undici, avevo così tanto sonno da farneticare, eravamo appena tornati dal ristorante sotto casa – buono ma sembra una grande mensa, con i gridolini, il disordine, papà mi ha telefonato 3 volte e non ho mai sentito gli squilli –. Volevo controllare la posta al computer. “La leggi domani”, mi ha detto amorevolmente Daniele. Ha aspettato un po’ che mi calmassi, poi: “Vado a dormire. Ciao amore”, e con il casco in mano è uscito dalla porta.

Mi sono addormentata presto ma dopo qualche ora mi sono svegliata per un incubo. Nel cattivo sogno, mio padre mi dava la notizia al telefono che mamma era morta. Così mi sono alzata e sono andata in bagno a prendere 3 gocce di sonnifero. La tradizione della mia terra suggerisce che le ho allungato la vita. La nonna, la mamma, le zie, tutta la mia famiglia ripeteva questo, quando da piccola sognavo male.

Oggi è una giornata importante per il calendario degli intellettuali: è il primo giorno del Salone del libro. Daniele non vede l’ora di partire, io invece sono già mezza esaurita. Il motivo? Ho qualche manoscritto da sistemare, prima della trasferta. Daniele suggerisce di stampare 7 copie per ogni testo: le case editrici saranno centinaia. Il vantaggio di consegnare un romanzo a mano è sapere con certezza che almeno è arrivato, e non si è perso. Mettiamoci anche la burocrazia noiosa delle Poste e i soldi risparmiati… Sabato saremo in giro per la fiera, domenica invece ce la prenderemo tutta per noi, spero. Vorremmo visitare una di quelle ville sabaude nei dintorni di Torino. Il museo egizio sarà chiuso.

Domani si parte e oggi devo assolutamente correggere i manoscritti, stamparli, fare yoga. Se posso, e se smette di piovere, vorrei passare anche dalla libreria Mangiaparole (Furio Camillo) per le copie del saggio che ho lasciato lì. Serviranno per la mia prima presentazione del libro: Il reale meraviglioso di Isabel Allende,  tra due domeniche, qui a Roma. E forse per avere quel benedetto sconto al Salone.

Per Cristina: posso prendere un pensierino per tua figlia alla fiera? Mi farebbe molto piacere.

blog letterario di Ornella Spagnulo

Torna “Cronaca di una convivenza”! Ornella Spagnulo

15 Mag

Premio per il blog cronacadiunavitaintima!

Primo premio per il blog Cronacadiunavitaintima!

Primo premio per il blog Cronacadiunavitaintima!

La prima volta…Grazie a Se una notte d’inverno un lettore, che mi ha assegnato questo premio.

Sette cose su di me che non sapete:

1. Adoro separare le mie doppie punte, quando ho i capelli sciolti.

2. Forse preferisco Petrarca a Dante. Ne ero sicura fino a 3 mesi fa, ma la preferenza sta cominciando a vacillare…

3. Da quando scrivo più assiduamente su questo blog, vado a letto minimo minimo a mezzanotte meno un quarto.

4. Il prossimo week-end spero di visitare anche Torino, non solo la fiera!

5. Quando litigo con qualcuno mi sento in colpa per diversi giorni.

6. Sto indossando una maglia arancione.

7. Vivo di fronte a un parco. Ve l’avevo già detto?

E ora a me il compito di nominare sette blog meritevoli del premio:

La lettrice rampante

Di questi tempi

La leggivendola

Soprattutto storie

Il mio giornale di bordo

Il tempio dei Topi

La lanterna del pescatore

(ce ne sarebbero anche altri…)

Ornella Spagnulo

14 Mag

Torino (secondo me). Salone del libro

Tutti i blog parlano di Torino. La tentazione di sorvolare è troppo forte. Mi piace resistere alle tentazioni. Non vi ricorderò momenti cerimoniosi e ufficiali – il Salone del Libro si sponsorizza già bene da solo. Questa è Torino vista da me. Ci sarò anch’io.

Dell’insignificante dettaglio del viaggio nessuno ne vuole parlare? A che ora partite voi? Io quando Daniele stacca da lavoro, venerdì. Mi porta lui a Torino, in macchina. Ho paura dei grandi spazi e non so guidare in autostrada.

L’albergo è stato prenotato oggi, a pochi metri dal Lingotto.

Alcune cose non mi sono ancora chiare: lo “sconto scrittori”, per esempio. Devo portare una copia del mio saggio per certificare la mia identità?

Tra le mille iniziative, sabato non voglio mancare all’incontro con David Grossman alle 12.30 (Che tu sia per me il coltello starà in borsa).

Ho annotato dove ritirare un racconto di Simone Ghelli.

Devo salutare quelli del Quadrotto, Alba e Guido, miei compagni del Master. Probabilmente vedrò anche Matteo di Edizioni Ensemble e il gruppo di Flanerì.

Spero di trovare la Lettrice rampante e di prendere un caffè o un succo di frutta insieme ad Angelo Gasparini.

Il mio ragazzo sarà con me, come una guardia del corpo – o un agente letterario. Mi appello alla sua pazienza per portare a termine il giro di tutta la fiera.

Il circo degli scrittori è arrivato. Prendere posto e ripetere a memoria una poesia, per favore, che recita così:

Ascoltami, i poeti laureati

si muovono soltanto fra le piante

dai nomi poco usati

E coronarsi di limoni. Vorrei vedere tutte piante di limoni in giro, a ricordarci che non siamo niente.

18 maggio, compleanno di Papa Wojtyla, questa è una ricorrenza davvero importante. Per me.

Ornella Spagnulo

14 Mag

Anonima scrittori. Secondo episodio

L’insegnante del corso – un editor pieno di sé – raduna le esperienze di quei venti ragazzi nello spazio temporale di mezz’ora, sogghigna, arriccia gli occhi, e si dondola seduto sulla sua sedia, che di certo non scotta come quella degli studenti.

– Ebbene, da questo corso imparerete cosa significa scrivere, perché, come farsi pubblicare, e soprattutto quali sono i temi che vanno per la maggiore –

– Non pensavo che i libri seguissero le mode, come i vestiti! -, afferma la ragazza in fondo, quella col maglione bianco e infeltrito.

– Eh eh! – risata dell’editor navigato – Tutto segue le mode, tutto va presentato in un certo modo. Per esempio, se tu mandi un libro a una casa editrice, credi di salvarti con la stampa semplice di 150 fogli? No no no no – e fa così col dito – Non funziona così, tu lo devi presentare bene, devi far venire voglia all’editore, e se sei fortunata, al direttore, di leggere quella roba. Sai gli americani che fanno? Mandano i fogli scritti dentro una scatola colorata, quello sì, dà un tocco di eleganza in più; io non rimango indifferente quando mi presentano un lavoro rilegato bene, o con una bella immagine in copertina.

I primi sbadigli. Il corso inizia alle 9 di mattina ma è sabato, e chi è uscito ieri, chi esce da una settimana di lavoro, chi arriva al paese dei balocchi dal sud, profondo sud, costretto a prendere treni e autobus vari e si sente già stremato.

– Sono importanti i temi! Per esempio, quanto vuoi che possa importare un trattato filosofico sull’amore? Poco e niente! Ma se si tratta di amore gay, le vendite salgono vertiginosamente! Dovete capire una cosa: gli editori perdono soldi nelle stampe e devono essere convinti di riprenderli con le vendite. Questo con un esordiente è quasi impossibile -.

freccia episodio precedente

Anonima Scrittori. Primo episodio

 

Anonima Scrittori. Terzo episodio

episodio successivo corso di scrittura parodia

13 Mag

Volt(ati), muto

Ospito due poesie dell’amico Andrea Viviani, dalla raccolta “Errata coccige” (Edizioni Ensemble).

 

Volt(ati)

Il volto si fa maschera

specchio allarmante delle tue rigidità.

 

Per quello ho evitato il tuo sguardo

e carezzato in sineddoche significativa

l’angolo di muro cui poggiavi la tua farsa.

 

poesia blog caravaggio

 

 

 

 

 

 

 

 

Muto

Vado esfoliandomi.

 

Abbandono strati di personalità inutili,

per reazione.

 

A passo a passo

muto muta.

 

E porto in casa

finalmente

me.

 

11 Mag

Torna "Cronaca di una convivenza"!

Sola. Quello che avevo sempre voluto: “Cosa vorresti fare da grande?” chiedeva papà. “Andare a vivere da sola”. Le altre bambine: “Sposarmi, avere figli, diventare una principessa…diventare…”. Avevo ambizioni lavorative, ero indecisa tra essere ballerina o giornalista. Di giornalisti in casa non ne avevamo. Era tutto mio quel desiderio. La tisana al limone e allo zenzero comunque non si può bere.

Così, hai voglia a ragazzi da deludere! In determinati modi. Mi bastava essere me stessa e venivo liquidata nel giro di un solo mese, 3 se ero fortunata. In 29 anni la mia relazione più seria aveva toccato i 10 mesi. Poi mi sono trasferita in questa casa. Quando mi sono trasferita, stavo già da 9 mesi con Daniele. Era automatico chiedergli: “Vieni con me?”, anche perché io non ci sapevo stare, da sola. Volevo, mi sarebbe piaciuto da piccola, ma anche la ballerina sarebbe stato un bel mestiere!

Daniele era incerto, non voleva condividere casa con me perché era casa mia, e si sentiva ospitato. “Ma vieni, che ci frega?”.

Tempo 6 mesi e l’ho lasciato. Volevo essere libera, per la prima volta: casa mia, amici miei, pensieri miei; mie scelte. Non stavo passando neanche un bel periodo equilibrato, diciamo. Mi è bastata la frase di un prete a farmi mettere in questione tutto quello che avevo creato e desiderato fortemente per un anno.

Ma non voglio parlare di preti, dare la colpa ad altri. L’uomo che con tanta pazienza avevo convinto a dormire, mangiare, guardare la tv dentro le mie mura domestiche, vicino a me, era andato via perché volevo riprendermi il mio spazio, forse – in qualche modo devo ancora motivare perfino a me stessa una decisione che ancora non capisco – . Bene, serena, cene a casa con amiche e amici, compresa un’ex compagna dell’università che ora sta in America, temporaneamente nella capitale, a casa mia. Via tutto quello che mi ricordava di lui.

È durata circa 3 settimane questa situazione. Poi è bastata una citofonata, alle dieci di sera. “Amore”, mi parlava dal marciapiede, siamo stati mezz’ora e più a parlare, con l’acqua nel pentolino che bolliva ininterrottamente, gli ho detto: “Se mi amavi venivi oggi pomeriggio. Lo sai che io la sera devo stare calma, per riuscire a dormire”. Ho chiuso il citofono, e tutta l’acqua era evaporata.

Mi sono stesa sul divano e ha cominciato a farmi male la schiena. Mi capita quando sono molto triste, per non dire depressa.

La mattina dopo, appena sveglia, come se niente fosse gli ho mandato un messaggio per dirgli: “Andiamo stasera a mangiare il sushi?”. E siamo tornati insieme, lui a casa sua e io a casa mia però.

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