10 Lug

Anonima Scrittori. Il cane ti riconosce? XII episodio

Un’altra pausa, al paese dei balocchi, seduti intorno a un tavolo a parlare di libri venduti e non venduti, riusciti e non riusciti, esilaranti e non esilaranti, originali e non originali.

Lo studente di Lettere, da solo lontano dalla schiera dei suoi temporanei compagni d’avventura, chiama al telefono la sua fidanzata.

– Ciao, ma ora non ho tempo -, dice lei.

– Perché? –

– Te l’avevo già detto, no? Domani ho la mostra, e tocca a me allestire tutto –

– Scusa, me l’ero scordato –

– Eh certo, a te che t’importa? –

– Non è assolutamente così. Lo sai, è tutto il mese che fai mostre, ormai non è più una notizia, stai più tempo a fare mostre che a stare con me! –

– Tanto a te cosa ti frega dei miei successi? –

– Cosa mi frega di che? Lo dicono tutti che sei cambiata! Da tua mamma a tua zia, perfino i tuoi vicini di casa. Il cane ti riconosce? Mi hai proprio rotto le palle –

E il letterando spinge il bottone rosso a destra, quello con una sgraziata icona rossa che dovrebbe assomigliare a un telefono e invece sembra un piccolo elefante. Rosso.

– Cosa c’è? – chiede la filosofa.

– Niente – risponde lui.

– Hai una faccia un po’ moscia.- dice la ragazza Harmony che interpreta visi, sorrisi e sguardi maschili con una precisione disarmante.

La ragazza Pinocchio dice: – E se non ce lo vuole dire? Neanche ci conosciamo molto, effettivamente -, il ragazzo fa ok con la testa.

Passa l’editor e raccoglie tutti in rassegna.

– Ragazzi pronti a rientrare? Avete fumato quello che dovevate fumare? –

Risata collettiva. Allusione alla non droga delle sigarette dei ragazzi. Serpentino di gente che torna in classe, in fondo sono solo quattordici persone.

corso di scrittura

Scriviamo nonostante tutto remi contro.

Episodio precedente. Mi trovo molto meglio con i Filosofi

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