31 Gen

Caro Futuro, il Self Publishing a Roma

Il 7 e l’8 febbraio a Roma si parla di futuro – dei libri, degli scrittori – grazie a due importanti iniziative della scuola di Self Publishing. Cosa penso del Self Publishing è scritto approfonditamente qui, ma non volendovi obbligare a spendere del tempo – evviva la sintesi – io non sono di quelle persone con la puzza sotto al naso che vietano agli autori incompresi (sì, perché magari ce ne sono, come ce ne sono stati in passato) di ‘fare da sé’. Nel contributo scritto sul blog di Narcissus, e appena sopra aggiunto al link, faccio l’esempio di Palazzeschi, ma ce ne sarebbero altri, per esempio la Woolf. Questo non vuol dire che dietro ogni self publisher si trovi quel talento non capito, che prima o poi si farà strada comunque, ma c’è anche questa possibilità. Tutto qui.

Per cui, se siete curiosi, se credete di avere quella ferita aperta che sputa arte, dirigetevi a Caro Futuro il 7 e l’8 febbraio. Il 7 c’è un intervento di Mauro Sandrini e Gino Roncaglia, aperto a tutti, e una festa di scrittori con musica dal vivo, l’8 un workshop riservato agli iscritti che dura tutto il giorno. Al Caffè letterario di Roma in via Ostiense 83, 95.

Caro futuro, ti scrivo.

Ornella Spagnulo

21 Gen

L'apatia

D’un balzo non s’è mossa l’apatia

pur facendone sette,

sette passi, otto passi: apatia,

vien giù come la febbre.

 

Vorrebbe ingannarmi: apatia.

Ma io sono più forte.

Potrei riscaldarmi: apatia,

se fossi più grande.

 

Il concetto non è aspettare fuori dal bar

senza comprare il biglietto del Superenalotto,

è invece entrarci, sapendo che non lo comprerai.

 

Gli amici di una volta dovrebbero restare

ma neanche loro hanno qualcosa da dire

in mia difesa.

Solo una specie di apatia.

 

L’Apatia resta in me, senza me,

fidata e distratta.

Non le daresti due lire a vederla nuda,

ma di solito è tutta ingioiellata.

 

L’adoperiamo per fingere che non c’importi,

o che siamo più grandi,

invincibili, illesi.

 

L’apatia non è il mio male peggiore,

tra i tanti mali che pesi.

 

Ornella Spagnulo