16 Feb

Cronaca di una convivenza. Email indesiderate

Email blog

Cancello l’ultima email indesiderata della giornata, non si trattava in realtà di un’email non desiderata ma di una (e)lettera che ha deluso le mie aspettative. Tutte le lettere sono potenzialmente interessanti, perché con la scrittura si comunica più verità (quando si comunica) rispetto alle normali parole, quelle che volano.

Nel forno, le melanzane cuociono da 5 minuti, giusto da quando una ragazza che voleva vedere l’altra parte della casa se n’è andata. Sarà difficile affittare quella zona di casa fino a che sulla parete in alto resterà una macchia di muffa. L’amministratore ha scritto che manderà presto qualcuno.

Per San Valentino piccoli litigi di una bambina viziata che pretende che a ogni festa comandata il mondo si fermi e giri intorno a lei, intorno a me magari (svelato l’arcano). Daniele ha dormito tutto il giorno e mi sentivo veramente molto arrabbiata, anche perché alcuni giorni prima un’amica single mi aveva chiesto: che farete a San Valentino? E io: di solito non facciamo niente, solo una cena più carina. Ma quella domanda ha poi suscitato in me profonde aspettative: in effetti per un anno potremmo fare qualcosa di diverso, e ho cercato tra le email, quelle indesiderate, le proposte di X Eventi per San Valentino. Costavano tutte un’enormità, o almeno il costo di una cena.

Così niente, mi sono svegliata tardi, era sabato e già appena sveglia mi giravano le scatole perché lui non mi aveva svegliato. Era uscito per aiutare un suo amico a comprare una macchina. Chissà se non l’hanno scambiati per due gay. Poi è tornato a casa e non mi ha portato nemmeno una rosa. In compenso abbiamo mangiato i cioccolatini che avevo comprato alla fiera del cioccolato, tre piccoli quadrati, con le scritte: Ti amo – amore – mio. Non mi ricordo se ho mangiato amore o ti amo, ma mio l’abbiamo diviso. Ho pensato che fosse un bel simbolo dividersi mio a metà col coltello. Poi, il sonno fino all’ora di cena, può capitare, eh, ma a San Valentino!

La mattina dopo ci siamo svegliati tutti e due a un orario decente e siamo andati a pranzo dai miei genitori a piedi. Un grande evento: di solito prendiamo la macchina. C’è stata qualche piccola discussione relativa al numero di uova utilizzate da mamma per la torta ed è stata superata anche grazie alla mediazione di mio padre, mentre Daniele mi stava affossando: ma ti sei mangiata la pizza con la Nutella ieri sera e ora te la prendi per quattro uova!

L’amore è un’email che qualche giorno sembra meravigliosa e qualche altro non riesci a capire. Ma non è mai un’email indesiderata.

Ornella Spagnulo

10 Feb

La stanza di Elsa Morante alla Biblioteca Nazionale Centrale di Roma

Elsa Morante Biblioteca Nazionale Centrale

Ora Elsa Morante vive qui, ha una stanza nella Biblioteca Nazionale Centrale di Roma.

Qui ha sicuramente modo di continuare a scrivere le tesi di laurea degli altri a pagamento, di conoscere scrittori e artisti attraverso le loro biografie, di scrivere i suoi romanzi interminabili e di rispondere a tutte le lettere. Forse qui le mancheranno i suoi gatti e il camino. Ma di sicuro riceverà molto amore.

Vicino a lei, si alterneranno altri scrittori del Novecento, da D’Annunzio a Pirandello, da Ungaretti a Montale, a ricomporre la storia di un secolo appena terminato e già così lontano (o troppo vicino?).

Gli arredi della stanza sono proprio quelli dello studio di via dell’Oca 27. Sulle pareti, oltre ai libri, i colorati quadri di Bill Morrow.

Alcuni manoscritti sono incorniciati, messi sotto vetro.

L’archivio Morante è considerato uno dei fondi più importanti a livello internazionale.

“L’archivio appare come la testimonianza di quanto la scrittura sia per Elsa Morante una esperienza totalizzante, sovrapponibile alla vita stessa, dove va a confluire interamente e si trasfigura il suo vissuto”, scrive Giuliana Zagra.

Le stanze di Elsa