11 Ott

Cronaca di una convivenza. Si quieres cambiar el mundo…

Ci sono momenti in cui capisco che le persone non possono cambiare. Ma durano momenti. Perché io cambio sempre. E così cambia il mio modo di guardarle, e di interpretare i loro atteggiamenti. Ora per esempio sono delusa quasi da tutti. Ma passerà la settimana prossima. Altrimenti non sarei io. E così è giusto che il teatrino cambi. Perché deve cambiare. Non possiamo essere tutti imbecilli per tutta la vita. Prima o dopo chi ci mette la sua buona volontà ottiene il suo riscatto. E al mio ci credo, è la mia preghiera. Magari le persone non cambieranno, ma non me ne importerà più così tanto. Ne sono certa. cronaca di una convivenza

Per esempio, che ha fatto il cielo, che da dieci giorni è bianco tendente al grigio? Avevo detto che odiavo settembre, che odiavo l’estate senza le vacanze. Adesso potremmo partire, ma per dove? Il cielo ti insegue dappertutto e prima o poi bisogna affrontare il cambio di stagione – anche quello è previsto dalla routine. Così farò finta di meravigliarmi di fronte a maglie acquistate cinque anni fa, a pantaloni che chissà come mi andranno quest’anno, e vedere che gli stivaletti beige sono rotti sulla base in plastica mi fa chiedere perché dovrei cambiarli: perché non accettare che le cose si rovinano? Perché sforzarsi di essere sempre perfetti? Certo non è il mio imperativo, non nella vita almeno. Se quella linea sottile, quello sbraco sulle scarpe, non facesse entrare acqua, perché buttare via un paio di buoni stivaletti comprati giusto un paio di anni fa, e beige?

La mia imperfezione è sublimata, perdonata da lui. È grazie a lui se tutto è cambiato. Il 15 ottobre saranno tre anni. Tre anni di convivenza abusiva. Non sono più tanto curiosa dei risultati del Sinodo sulla famiglia di quest’anno. L’anno scorso si diceva che solo chi convive per motivi economici, perché non ha i soldi per il matrimonio, non fa peccato.

Ma se i preti potessero e volessero convivere e amare, forse sarebbero meno pesanti, meno: “Non… di qua! Non… di là!”… tutte divisioni… tutti preconcetti. Ma fate un po’ come vi pare e non venite a dirci cos’è l’amore!

Io l’amore riesco a vederlo solo da vicino negli occhi di Daniele. Sarà che sono miope. Ma da lontano non ci vedo bene. Per cui ditemi ancora che devo tenere le distanze: da chi non mi ama le terrò sicuramente. E invece no. Cambia tutto. Come cambio io, cambia tutto il mondo sempre. Il sindaco si è dimesso, e oggi non è come ieri: l’ansia è andata via, ho iniziato a seguire un corso di danza tribal, ora le pulizie le faccio da sola o mi aiuta lui, sto risparmiando quello che c’è da risparmiare, tornerò a trascrivere le poesie di Alda Merini all’Archivio, abbiamo un telefono nuovo, una pianta di ciclamino rosa, un’orchidea che non fa fiori da mesi ma li rifarà, si spera, ho amici che aspettano le mie telefonate, il venerdì vado a fare l’aperitivo con i miei genitori. È cambiato tutto, non fate i pessimisti! Ma io non so come siano le vostre vite e non ho delle ragioni valide per farvi credere in un cambiamento (perché non sempre c’è, lo so, non sono una specie di guru New Age e nemmeno un’anacronistica cattocomunista, per carità!). Posso parlare solo a Ornella e dirmi: “Non aspettare di diventare insensibile alle delusioni, sono proprio loro che ti fanno trasformare”.

Laboratorio di scrittura creativa Roma

Ricordo che mercoledì 14 ottobre ci sarà la lezione di prova del laboratorio di scrittura creativa al Palco delle Valli alle 20. Qui trovate l’evento su Facebook e potete prenotarvi. Vi aspetto!

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