28 Dic

Buon anno 2016

Buona fine dell’anno a tutti gli artisti, perché se i lavoratori e gli artigiani sanno sempre fare i loro resoconti in termini economici o di avanzamento di carriera, per gli artisti questo è un periodo di fragilità: l’unica cosa che resta da fare rimane un ringraziamento e un appello all’ispirazione.

(Se gli altri non ci hanno capito quest’anno, ci capiranno l’anno prossimo).

Soprattutto buon 2016!!!

Buon anno nuovo 2016

27 Ago

Cronaca di una convivenza. L'estate senza vacanze

Quest’estate verrà ricordata come l’estate senza vacanze. Un cane abbaia giù per strada e ora Daniele si è messo a parlare al telefono con il suo amico per decidere tattiche di gioco improbabili utili a sterminare tutto il resto del mondo in modo che loro due possano trionfare in un videogame… Come se non bastasse la lavastoviglie fa un rumore insopportabile.

Eppure quando ho iniziato a scrivere non volevo lamentarmi.

Comunque, avevamo un grande progetto: un viaggio in Puglia perché lui non la conosce. Piano piano le nostre aspettative di vacanza sono andate ridimensionandosi con l’esaurirsi dei soldi: prima dovevamo andare in un albergo, poi abbiamo optato per un b&b, alla fine ci aspettava un soggiorno in un posto di preti che per 30 euro a persona ti davano colazione e un pasto. Non sembrava male. Ci saremmo potuti girare la Puglia, avremmo fatto un tuffo nella Grotta della poesia – già m’immaginavo le fotografie –, poi avremmo visto Otranto sulle tracce dell’omonimo romanzo di Cotroneo e saremmo passati da Martina Franca in onore di Desiati, che al momento pare stia in Germania. Tappa inevitabile sarebbe stata la mia Taranto, mia e non mia, mia non fino in fondo, e lì finalmente avrei conosciuto la nuova zia, la seconda moglie dello zio Giovanni, detto Gianni. Mio padre aveva già suggerito alcuni ristoranti, certi amici molto simpatici ci aspettavano per un pranzo a casa loro, io stavo cercando gli eventi pugliesi più carini nel mese di settembre…

Cronaca di una convivenza

Dicono che una principessa facesse il bagno in quelle acque e che i poeti andassero lì a guardarla per prendere ispirazione… La Grotta della poesia.

Cronaca di una convivenza

Un frammento del mosaico immenso e misterioso all’interno della cattedrale di Otranto. Adamo ed Eva.

Cronaca di una convivenza

Taranto, dove sono nata.

Poi abbiamo fatto due conti, ci sarei anche riuscita a sopravvivere alla vacanza, ma lui aveva paura di non farcela. E per non prosciugare tutte le risorse le vacanze tanto aspettate saranno dirottate verso la casa al paese dei suoi genitori, dove lui ha amici che conosce da quando è piccolo e io non so con chi parlare, esclusi gli alberi e i gatti.

Sotto sotto sono contenta, perché covo una stupida superstizione: che la mia regione natale mi porti sfortuna. La vacanza pugliese infatti era stata oggetto di dibattiti e ripensamenti, però mi sarei messa da parte volentieri di fronte al suo desiderio e alla fine, stuperstizione o no, mi sarebbe piaciuto ritornare.

Ah, dimenticavo: abbiamo fatto un weekend a Sperlonga, ma per dirla tutta abbiamo soggiornato a Lenola, che costava di meno. Siamo stati in spiaggia per circa due ore. E a cena abbiamo mangiato così bene che poi ho vomitato.

Ma il mondo sta ricominciando! Non c’è dubbio: è settembre! Tutti riiniziano a lavorare!

Io riesco solo a pensare a quanto avrò da studiare e spero di fare in tempo per la consegna della tesi di dottorato. Questo è l’ultimo anno.

Ornella Spagnulo

19 Giu

Cronaca di una convivenza. Reazioni

Non vorrei raccontare anche questo, ma tornando in macchina dalla biblioteca mi sono scritta in testa questo post e dunque merita un suo posto nel mondo. Se me lo merito io, se lo merita anche lui.

Allora, non è per vanagloria (oggi parlo in accademichese), ma devo descrivere anche le circostanze del preambolo. (È curioso: in questo momento ho pensato che adesso, scrivendo quello che a lui, Daniele, ho già sussurrato ieri sera prima di dormire in uno sfogo da ragazzina insicura, una lamentela insomma — risolvendo in parte, in buona parte, quel dubbio che mi si era insinuato su per la clavicola fino al collo, dentro al cervello — potrei un’altra volta, ma con più convinzione, fargli capire il mio stato psichico in relazione all’accaduto. Mi serve scrivere, that’s all, e che lo sappiano tutti quelli e quelle che hanno interpretato male le mie richieste di chiarificazione nero su bianco, e non a voce! Se vi volete rapportare al mio mondo, dovete passare anche attraverso la scrittura e il suo vaglio, ve lo dico).

Interminabile parentesi chiusa, quella sera c’era stata la seconda presentazione della mia raccolta di poesie, L’avvio e la perdizione, con un musicista di rilievo, Giuseppe Dolce, ad accompagnarmi, e alcuni timidi amici e amiche, che però alla fine si sono affannati con tante domande restituendomi un clima più umano, perché a parlare da sola le loro facce mi erano sembrate tutte perplesse e giudicanti, quando magari non lo erano.

Cronaca di una convivenza

Tra le spettatrici c’era un’amica di mamma, N., fra l’altro già mia lettrice (apprezzò molto la monografia su Isabel Allende). Anche lei con le sue domande e con i suoi suggerimenti, ma più degli altri generosa nei commenti positivi a fine evento: entusiasta. E si capiva che lo diceva sul serio! Siamo andati a cena a casa dei miei genitori in cinque, Daniele, io, N., mamma e papà. N. è sposata ma suo marito non c’era. Il mio momento era finito e così ci eravamo messi a parlare del più e del meno, più del meno che del più. N. a un certo punto ha chiesto, sapendo della convivenza: “Chi di voi fa le pulizie in casa?”. E io, come al solito smoderatamente sincera: “Nessuno!”. La verità è che ora faccio qualche pulizia da sola, prima mi aiutava la signora che pagavo 8 euro l’ora per 3 ore una volta a settimana (non era una grossa spesa ma ho dovuto tagliare anche quella). Non è che la casa brilli, ma nemmeno fa schifo. Daniele mi aiuta quando ci sono gli ospiti suoi amici, è l’unica maniera per coinvolgerlo. A ritmo incalzante, mi è piovuta contro un’altra domanda subito (in sé neanche pericolosa): “Cosa cucini?”. Quando parlo, posso apparire sicurissima o no. In quella situazione, arrancavo cercando di elencare i miei menu: salmone al forno, pollo alla piastra… Considerando che ho quasi smesso di cucinare i primi in vista delle nostre pance sempre più materne, preparo spesso verdure e insalata. “Insomma, non prepari mai primo, secondo e contorno?”. In effetti, no. O primo o secondo, e/o contorno.

Sono ritornata quella sera sentendomi giù di morale. Forse non sono abbastanza una donna, come quelle che si prendono cura dei mariti, che li coccolano con il cibo, che fanno trovare tutte le stoviglie sbrilluccicanti, asciugate con il panno a mano una per una? Però scrivo poesie!

cronaca di una convivenza

Queste domande mi sono rituonate dentro, generando sensi di colpa e disistima diffusa. Ma Daniele dice che cucino bene e non si lamenta per la casa. Non tocca livelli preoccupanti, no. Un po’ di disordine.

Mi piacerebbe — ecco la mia vendetta, non verso N. assolutamente, ma verso questa società — mi piacerebbe chiedere alle altre donne:

“Tu leggi mai a tuo marito dei passaggi da un romanzo che stai leggendo, oppure delle poesie?”

e ancora: “Gli scrivi mai bigliettini e lettere a cui reagisce con gioia estrema?”

“Gli organizzi mai le cacce al tesoro in casa?”.

“Gli gratti la schiena per mezz’ora tutte le sere o quasi?”

“Gli scrivi delle amorose dediche sui libri che ti pubblicano?”.

Forse no: almeno tre su cinque no… dai, siate sincere!

Così, ecco vi potrò rispondere. Con altre domande. Io sono così. Sarei, sulla carta. Di persona, mi intimidisco e mi umilio per voi. Ma va bene. Sono fatta così.

Ornella Spagnulo

02 Giu

La nuova festa firmata Pizzicarms

 festa-pizzicarms

Sabato 20 giugno se vi volete divertire senza sensi di colpa, anzi, facendo del bene, c’è questo appuntamento con il Mondial Party sotto le stelle, arrivato alla sua quarta edizione. L’indirizzo è via Renato Caccioppoli 100, Roma.

Quest’anno l’evento si realizza insieme alla cooperativa Mag Roma, con degustazione di diverse specialità e con lo straordinario concerto della Piccola Orchestra di Musica Popolare Canto d’Inizio.

Io ci sono stata un paio di volte e vi assicuro che ci si diverte. Spero di poterci andare anche quest’anno.

Pizzicarms è un’associazione seria che riscatta i bambini soldato. Questo è il loro sito.

Ornella Spagnulo

12 Mag

Il Maggio degli Ebook – Diamo voce agli autori emergenti!

maggio ebook

Anch’io aderisco all’iniziativa Il Maggio degli ebook, creata da Nativi Digitali Edizioni! Il progetto vuole promuovere autori emergenti che hanno pubblicato o autopubblicato libri digitali. I blogger che hanno aderito si sono presi l’impegno di “pubblicizzare” alcuni ebook assegnati dai Nativi nel mese di maggio.

Il Maggio degli ebook promuove in questo modo la collaborazione tra blogger, scrittori e lettori.

Questi sono i 3 ebook che mi sono toccati in sorte:

1)maggio ebook

Titolo: Phoenix – Operazione Parrot 

Autore: Francesca Rossini

Editore: Lettere Animate

Genere: Thriller

Prezzo: 1,99

Link su Amazon: http://www.amazon.it/Phoenix-Operazione-Parrot-Francesca-Rossini-ebook/dp/B00Q3NZWAG/ref=sr_1_1?s=digital-text&ie=UTF8&qid=1418410475&sr=1-1&keywords=phoenix

Sinossi:

1983. Un affascinante ed enigmatico agente dell’intelligence americana: Clay Nathan Hobbs, nome in codice Blue Shadow, coinvolge l’infermiera Leila Lane in una rocambolesca avventura in Europa sulle tracce di un agente del kgb, Egor Vinogradov, che ha un grosso conto in sospeso con lui. La comparsa in scena di una terza donna, l’agente segreto Rebecca Doyle, complicherà rapporti tra i protagonisti. Il terzetto dovrà tenere a bada i sentimenti per sventare un complotto ideato dallo spionaggio sovietico e la minaccia di conflitto atomico.

Breve biografia dell’autore: Francesca Rossini è un’insegnante di scuola primaria, vive a Manziana, piccolo paese nel verde della provincia romana. Ha pubblicato in ebook, con Nativi Digitali Edizioni, un racconto che fa parte dell’antologia Storie d’estate. Avida lettrice, appassionata di romanzi di azione e di avventura, ha da sempre coltivato la passione per la scrittura e per il disegno, scrivendo racconti su varie piattaforme telematiche e fiabe illustrate per i suoi alunni. Phoenix- Operazione Parrot di Lettere Animate è il suo romanzo d’esordio.

2)

maggio ebook

Titolo: Sono uno scrittore ma nessuno mi crede

Autore: Silvia Pillin

Editore : Zandegù

Genere: Manuale

Lunghezza: 48 pagine

Prezzo: 4,99

Link su Amazon: http://www.amazon.fr/Sono-uno-scrittore-nessuno-crede-ebook/dp/B00CP3HZGM/ref=sr_1_1?ie=UTF8&qid=1429258225&sr=8-1&keywords=sono+uno+scrittore+ma+nessuno+mi+crede

Pagina di presentazione del libro sul sito: http://www.zandegu.it/prodotto/sono-uno-scrittore-ma-nessuno-mi-crede-silvia-pillin/

Sinossi:

Il libro è una sorta di manuale con dei consigli su come costruire un romanzo e presentarsi ad una casa editrice. È un testo che risce a fare due cose: motiva a scrivere e dà agli esordienti dei buoni consigli per addentrarsi nella selva oscura del mondo editoriale. Complementano il tutto una serie di buoni consigli di lettura, libri in cui vari autori raccontano le loro abitudini (e tic) relativi alla scrittura.

Breve biografia dell’autore: Silvia Pillin è dell’82, è nata a Pordenone. Laureata in lettere moderne, ha collaborato con diverse case editrici per la revisione di testi e manoscritti e ha poi raccolto le sue esperienze in questo manuale edito da Zandegù.

3) maggio ebook
Titolo: Dieci Estati

Autrice: Giulia Menegatti

Prezzo: 0,99

Genere: romanzo di formazione, rosa

Lunghezza: 60 pagine

Link per l’acquisto: http://www.natividigitaliedizioni.it/prodotto/dieci-estati/

Sinossi:

Dieci Estati è la storia di Viola attraverso le dieci estati più significative della sua vita, dall’infanzia all’età adulta. In questo percorso di formazione e di educazione affettiva, Viola tornerà spesso, non solo coi ricordi, alla casa al mare dove ha trascorso le sue estati da adolescente e dove ha conosciuto Riccardo, il suo primo amore. Riuscirà a superare la nostalgia e a farsi finalmente capire dagli altri e da se stessa? Vincitore tra gli oltre ottanta racconti partecipanti al concorso “Storie d’Estate” sulla community di scrittori The Incipit, Dieci Estati è stato rivisitato e ampliato nella forma di romanzo breve.

Breve biografia dell’autore: Giulia vive a Bologna dove lavora come programmatrice. Ama leggere, scrivere, scattare fotografie, ascoltare musica, fare lunghe passeggiate con i suoi Cavalier King Charles Spaniel e tenersi informata sulle novità nel mondo di Internet e sulle potenzialità che offre il web 2.0. Dei diversi racconti scritti sulla piattaforma The Incipit, ha pubblicato anche The day we died e Under different stars.

maggio ebook

Qui trovate il Calendario con tutti i blog partecipanti e le presentazioni. L’hashtag è #ilmaggiodegliebook.

emily dickinsonPersonalmente credo che, tra tanti ebook autopubblicati o pubblicati con spese minime a carico di piccoli editori, possano esistere perle rare. Esistono libri che valgono. E non è la carta a conferire qualità ai libri (anche se amo la carta perché mi permette un rapporto più viscerale con le mie letture). 

Ornella Spagnulo

26 Dic

Chi ha vinto il concorso natalizio sul blog

Il Giveaway di Natale è finito ieri e all’unanimità ho deciso, insieme ai miei vari umori, che la vincitrice del libro in palio è Maria Luisa Maricchiolo.  Roma è una bugia

Ho scelto la fotografia di Maria Luisa Maricchiolo perché il suo scatto è originale: un Babbo Natale di spalle che aspetta l’ascensore. Anche il contrasto cromatico tra il muro giallo e l’uomo vestito di rosso – Babbo Natale – è piacevole (la foto si può ancora vedere alla pagina Blog Cronacadiunavitaintima, 19 dicembre).

Ringrazio molto il blog Ager Social.

Oggi, Santo Stefano, posso cambiare il layout del blog, abbandonando i fiocchetti e l’alberello.

Come avete vissuto il Natale?

Ora aspettiamo la fine dell’anno, senza molta ispirazione ma inevitabilmente, perché ogni anno deve passare.

Ornella

23 Nov

Cronaca di una convivenza. Il bilancio di un anno e i soliti stivali

blog letterariAvevo interrotto di nuovo l’aggiornamento di questo status continuo di relazione, casa, persona, perché il tempo non mi bastava per fare tutto, in particolare c’è stato il passaggio ufficiale dal primo al secondo anno che, al di là di una cerimonia accademica a cui poi non me la sono sentita di andare (c’era tutto un complicato sistema di assegnamento dei posti e se non arrivavi in tempo eri costretta a seguire l’evento da una stanza attigua con la proiezione del video), c’era, in soldoni, da consegnare la prima parte della tesi. Il primo anno del dottorato se n’è andato come rincorso da una strega su una scopa. Se scelgo di dire la verità, l’altr’anno non è stato un grande anno, per me. Ero rintronata, letargica, in sovrappeso. Ma quest’anno sembra partito meglio. Sono attiva, meno letargica, meno in sovrappeso. Cerco di rinunciare ai carboidrati e soprattutto evito di cucinare le torte. Anche Daniele è dimagrito. Ieri mi ha detto, stupito e illuminato: “Mi sembra che stiamo mangiando poco”. Nel weekend, però, trasgrediamo di più, e ora c’è l’invito a casa dei miei genitori, ora c’è l’invito dai suoi, alla fine se non si mangia la pasta si mangia qualcos’altro, un dolce, una buona schifezza, e così le tossiche particelle che trasportano i grassi e le calorie si depositano, e per noi che non corriamo e che non facciamo sport, non ci sono moltissimi modi di eliminarle.

Oggi ho fatto un’azione poco ortodossa. Due anni fa ho raccontato in questo blog di come una delle nostre due porte vicine fosse solita occupare parte della scalinata con un suo paio di stivali. Due anni fa, presa da un impeto di ribellione, una volta avevo spostato gli stivali da una parte della scala all’altra parte della scala. Risultato: nessuno, però mi ero divertita. Oggi, tornando piena da casa di mamma e papà, per fortuna a piedi, e memore di quando, mia madre, sempre molto tempo fa (oggi sono in vena di reminiscenze), mi disse: “Che maleducazione lasciare gli stivali sul pianerottolo!”, riferendosi evidentemente a una delle vicine, ho pensato a un piano, e l’ho anche messo in pratica. Ho preso un mio paio di scarpe da ginnastica rosse e le ho messe vicino agli stivali, sullo scalino. Poi mi ha chiamato Daniele, che era andato a pranzo da un amico a Centocelle, e ovviamente gli ho confessato la marachella. “Cos’hai fatto? Toglile subito!”, io ero in pigiama perché stavo facendo la siesta e ho replicato: “Dopo lo farò”. Rientrando, ha riportato le mie scarpette da ginnastica a casa. E penso che crescendo, un certo impeto anarchico non me lo toglierà nessuno.

cronaca di una convivenza