03 Lug

Mi trovo molto meglio con i filosofi. XI lezione del corso di scrittura distruttiva.

(Dedicato al mio professore di storia e filosofia, Carlo Monti, che è lassù)

Non suona la campanella. Fuori gli uccelli non cantano e i bidelli non puliscono i corridoi. La chiesa sconsacrata ha un tetto per davvero pericolante, ma bisogna adeguarsi: questo passa il convento! chiesa

La ragazza Pinocchio esordisce con: – Come facciamo, secondo lei, editore, a scrivere una cosa del benché minimo interesse se non abbiamo nemmeno mezz’ora per pensarci?

– Velocità, velocità – risponde il maestro – Quando firmerete il primo contratto, se vi andrà bene, vi chiederanno un altro libro a scadenza ravvicinata: non potete uscire dal mercato delle novità letterarie (se mai vi entrerete, ah ah ah! Come sono bastardo!), perché altrimenti siete fottuti! Dovete occupare quei posti sugli scaffali frequentemente: un libro oggi ha vita breve, una settimana e già si passa a un’altra novità, i lettori sono dei maratoneti; divorano, divorano, specie se è di moda l’autore…e poi dimenticano, dimenticano… –

– Scusi ma i classici, oggi, non li legge più nessuno? -, chiede lo studioso di Lettere amareggiato: – Io leggo Amleto, lo rileggo, e difficilmente trovo qualcuno che faccia come me, fuori dal mio ambiente, fuori dalla mia università –

amleto

– Fai bene! Devi leggere se vuoi scrivere, però non i polpettoni Anna Karenina e via dicendo…leggiti Ammaniti, gli scrittori di oggi, queste son letture che puoi sfruttare, credimi! Ogni epoca ha il suo stile, i suoi stili, non ti serve conoscere Dante o il ‘500… –

– La mia idea dello scrivere è qualcosa di atemporale – ribatte Lettere.

– Che bella idea! – dice filosofa, a cui piace il termine “atemporale”, che rimanda a concetti e categorie di filosofi che ha studiato.

– Ma no, ma scusami Dante e compagnia che cosa ti comunicano più? -, dice l’ammiratrice di De Luca o De Carlo.

– E poi se leggi Petrarca, o quelli lì degli altri tempi, con chi ne parli? Cioè tra i tuoi amici, tra le persone della nostra età, con cui puoi condividere impressioni e commenti, quasi nessuno legge quelle cose là -, nota una sconosciuta, che non era intervenuta mai, ancora, nella conversazione e negli scritti. Pareva uscita come da un cartone animato, comparsa per caso dal nulla o dalla polvere. Forse era la polvere della chiesetta sconsacrata. O una messaggera del nostro tempo.

– Lei ha colto. Come ti chiami? – chiede l’editor insegnante.

– Passo di qua per caso -, rispose la ragazza. Attraversò la stanza, e andò via.

L’editor riprese il discorso. – Finora avete scritto solo cavolate – dice a tutti – tutti compresi. Vi voglio insultare finché qualcuno di voi non se ne esca con qualcosa di intelligente che mi faccia dire: “Tu, hai capito!”.

– Hai capito, hai capito: hai capito che? – chiede lo studente ingegnoso di Lettere alla pedante filosofa seduta di fronte.

Mi trovo molto meglio con i Filosofi – risponde lei.

Il silenzio conferma l’unica battuta decente della mattinata.

(puntata precedente: Avete tutti la fregola di scrivere!)

01 Lug

Avete tutti la fregola di scrivere! Corso di scrittura distruttiva. Decima lezione

– Non va bene! Questo cosa vuol dire? Qual è il messaggio che vuoi trasmettere, tu? –

Si rivolgeva al ragazzo che insegnava ai disabili.

– Boh! Non lo so cosa voglio dire. Io scrivo.

– Scrivo scrivo, avete tutti la fregola di scrivere, ma cosa volete dire non si sa! –

– In effetti – la ragazza ex Harmony ora recuperata – a me il tuo scritto scusami però non mi comunica proprio niente. Perché hai scritto che hai dimenticato tutto?  Cosa vuol dire? –

– Probabilmente era tutta una metafora esistenziale – suggerisce il ragazzo che studia Lettere, forse deviato dai troppi libri di critica letteraria: – Alla fine la vita, se ti dimentichi di tutto vuol dire che per te non vale niente, che è tutto un po’ sullo stesso piano, oggi è così, la vita… –

– Ma che vuol dire? Scusami, ma a questo punto preferisco il pezzo scritto da quella che ama Luca, almeno ha un sentimento!

– Magari non l’ha espresso bene, però ce l’ha – si pronuncia Pinocchietta.

– Sì infatti l’ha espresso male, hai perfettamente ragione. Uno può scrivere una cosa bellissima anche in due righe, non è la quantità di parole. Vi ricordate “M’illumino d’immenso”? -.

Lo studente di Lettere fa un sorriso maestoso, gli s’illumina il volto, l’insegnante disabili abbassa la testa, la Pinocchia fa la vaga e ragazza Harmony chiede a quella di filosofia spiegazioni, la quale filosofa dichiara: – Non so, non ho studiato questo filosofo, sarà dell’epoca medievale, immagino -.

Ungaretti

Illuminiamoci d’immenso

Lezione precedente: Scrivere è riscrivere

19 Giu

Anonima Scrittori. Meglio le piccole case editrici, spiega l'editor di successo. Ottavo episodio

– Per questo vi consiglio di puntare sulle piccole case editrici, quelle di nicchia – spiega l’editor di successo: – Almeno lì sarete coccolati, quando uscirà il vostro primo libro, perché lo scrittore, in fondo, è solo un bambinetto viziato, ah ah ah! –

– Ma come, questo ci sta insultando, e noi l’abbiamo pure pagato? – bisbiglia un’altra ragazza. È una studentessa di Filosofia, e non ha scritto nessun racconto sul tema “Oggi nel paese dei balocchi è cominciato il corso di scrittura creativa”, perché non voleva essere giudicata.

– Devono succedere cose entusiasmanti nei vostri racconti e nei romanzi. Potete usare il dialetto, potete fare quello che volete con lo stile, ma devono succedere cose sensazionali, chiaro? Per esempio, un leone che si dondola su di una sedia a rotelle può essere un’idea: come ha fatto la sedia ad arrivare nella giungla? E perché il leone ci si dondola? Magari, il leone potrebbe cullare i suoi figlioletti sulla sedia, e chissà… Leone contrariato

Risate in aula. Per la prossima ora ci si dovrà spostare. Non più il sotterraneo, ma si salirà su fino alle vette della sala Farnesina, ex chiesa sconsacrata, col tetto pericolante e le travi messe di sbieco.

La ragazza Pinocchio comincia a radunare i suoi libri. “Questa prima ora è passata presto!”, pensa. La ragazza di Filosofia cerca di attaccare bottone con l’insegnante e con la ragazza semi-analfabeta Harmony, mentre il laureando di Lettere riflette: “Lunedì ho lezione di Ferroni, sicuramente non farà di questi discorsi”.

– Allora, vi propongo una cosa: prendete i vostri bei racconti, belli si fa per dire, eh eh, e riscriveteli! Osate osate osate! Dovete esasperare, creare una storia, voi dovete pensare che TUTTO È GIÁ STATO SCRIcorso di scrittura creativa parodia libroTTO. Tante volte, più volte, ora ci vogliono storie surreali, insolite, paradossi. I Dolori del giovane Werther li ha scritti Goethe, e Foscolo l’ha riscritti, non vi nutrite di quelli! La trama dev’essere sorprendente. Voglio sentire i vostri racconti e rimanere a bocca aperta, ok? Continui colpi di scena, ad esempio. Certo, questo se volete scrivere romanzi! Se invece volete scrivere un saggio sulla quantità di ore di lavoro quotidiane di una formica non ho nulla in contrario. Lì, potete fare di testa vostra come vi pare, io non ci entro…ma se sono i romanzi che vi interessano, ciò che volete scrivere, o i racconti, al limite, dovete mettervi dal punto di vista del protagonista, giustificare i suoi pensieri e le sue azioni anche se è un ladro, per esempio, anche qualcosa di cattivo può andar bene purché sia…originale! –

– Ho capito, questo ci vuole far riscrivere i libri alla Stephen King – bisbiglia lo studente di Lettere, deluso.

corso di scrittura creativa parodia

Dal blog di Massimo Cavezzali

http://massimocavezzali.blogspot.it/

Anonima Scrittori. Settimo episodio. Se gli editori scommettono su Totti blog letterario racconti precedente

18 Giu

Anonima Scrittori. Settimo episodio. Se gli editori scommettono su Totti

– Dicevamo, un editore ci pensa mille volte prima di pubblicare uno sconosciuto. Per la precisione, millecinquecentocinquantanove volte, e ammetto che…è un numero un po’ arrotondato per difetto -. Spiega l’editor gongolandosi.

Sguardi sconcertati in aula. Scambi di espressioni deluse tra l’insegnante disabili e la ragazza aspirante scrittrice autodichiaratasi semi-analfabeta.

– Ogni anno, delle pubblicazioni che fanno le grandi case editrici lo 0,02% riguarda esordienti. È più facile che uno scrittore famoso proponga per l’ennesima volta lo stesso tema rifritto, piuttosto che un giovane con un’idea originale e di qualità possa vedere il proprio romanzo in libreria. E poi ci sono gli attori, i cantanti, e pure quelli a un certo punto si mettono in testa l’idea di scrivere, anche se, in letteratura, sono senz’arte né parte ma…sono già conosciuti! Il loro libro difficilmente sarà un flop! Pure Totti può scrivere, che è un calciatore. Un editore scommetterà più facilmente su Totti che su…tu come ti chiami? -, l’editor insegnante punta il dito per interpellare la giovane Pinocchietta.

– Ragazza Dai Sogni D’Oro.

– Che nome è?

– I miei genitori sono indiani d’America.

– Ah! Okay, è più facile che la Mondargento investa su un libro del calciatore più conosciuto d’Italia che sulla ragazza, qui, Dai Sogni D’Argento o come si chiama, anche se scrive poesie e racconti di un certo interesse

– Quelle che ha scritto Totti non erano barzellette?

– È uguale.

– Che poi non l’ha manco scritte lui, le ha solo raccolte -, dice lo studente diligente di Lettere e Filosofia.

– Ma questa è colpa delle case editrici? -, chiede, provocatoriamente, ragazza Pinocchio, che subito si sente messa da parte.

– No, piuttosto dei lettori.

– È vero, lo confermo -, dice l’insegnante di sostegno.

– Hai ragione maestro -, adula la semi-ignorante: – Per esempio io, prima di leggere a Erri De Giacomo, leggevo sempre i libri di Harmony, e devo dire che mi piacevano, solo dopo ho scoperto la letteratura, o la letterarietà, e quel mondo mi si è come aperto -.

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12 Giu

Anonima Scrittori. Sesto episodio. La diatriba su Stephen King

– Non ho mai letto Stephen King, la narrativa horror e i gialli non mi interessano per niente –, dichiarò la ragazza di Luca.

– Nemmeno a me – il ragazzo di Lettere e Filosofia.

– Per carità! – la ragazza-Pinocchio, amante di Sartre.

– Per me, questo corso i suoi 100 euro li vale tutti! – disse la ragazza scrittrice semi-analfabeta.

– Se conti che la scuola Holden, quella di Baricco, ti costa 6000 euro l’anno, qui, almeno, sono solo due giorni, e se non riusciamo a fare gli scrittori, abbiamo sempre altri mestieri. Non come quelli che spendono due anni per diventare scrittori, e poi tornano a fare i muratori come prima di iniziare! –.

La ragazza Pinocchio ride smodatamente, fa freddo al paese dei balocchi, il paese dove i sogni perdono consistenza.

La ragazza semi-analfabeta chiude gli occhi per cullare le sue illusioni, il ragazzo di Lettere pensa al suo probabile futuro da insegnante e la ragazza di Luca pensa…a Luca. Presto! Si torna in aula!

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La cinquina del premio Strega 2013 (parodia del corso di scrittura creativa a parte, mi sembra doveroso ricordarla):

premio strega 2013

Le colpe dei padri (Piemme) di Alessandro Perissinotto, 69 voti
Resistere non serve a niente (Rizzoli) di Walter Siti, 66 voti
Figli dello stesso padre (Longanesi) di Romana Petri, 49 voti
Mandami tanta vita (Feltrinelli) di Paolo Di Paolo, 45 voti
Nessuno sa di noi (Giunti) di Simona Sparaco, 36

 

Annotazione. Due donne su cinque! Si arrabbia nessuno se lo faccio notare?

Ringrazio Le pagine strappate.

11 Giu

Anonima Scrittori. Lo spettro di Calvino. Quinto episodio.

Italo Calvino

Il racconto stava continuando ma arrivò l’editor e impose di chiudere immediatamente i racconti.

– Basta così, sono importanti anche la velocità e la capacità di sintesi, quindi consegnatemi tutto! –.

Il primo ragazzo fu preso in giro per la sua scarsa memoria.

– Ah ah ah ah! – rise l’editor, noncurante del fatto che il ragazzo ci stava rimanendo molto male. La seconda fu ricoperta di domande impertinenti:

– Ma con questo Luca come vanno le cose? –.

La terza fu l’unica a essere elogiata:

– Tu hai colto lo spirito di questa cosa. Bisogna provocare, esasperare, è quello il trucco; perché non hai continuato? –

– Perché non c’era tempo –, rispose la timida ragazza-Pinocchio.

– Va bene, facciamo una pausa –, propose l’insegnante.

Tutti uscirono di corsa, uno per fumare, l’altra per andare in bagno, un’altra per fare una telefonata. L’aula rimase vuota, con i dubbi delle mura. E lo spettro di Calvino che si aggirava insoddisfatto.

– Come vi sembra questo corso, ragazzi? – chiese lo “smemorato” al resto del gruppo.

– Bello, parecchio bello – , rispose la ragazza che non si ricordava il nome di Erri De Luca, o di Andrea De Carlo.

– Mah…io ho ancora qualche dubbio – insinuò la ragazza-Pinocchio.

– Anch’io –  disse quello di Lettere e filosofia –  Soprattutto perché l’insegnante/editor legge Stephen King! –

– Sì? Non lo sapevo! –

– Sì, prima di cominciare la lezione me l’ha detto, ero arrivato un po’ prima di voi, stamattina, e gli ho chiesto: “Lei chi consiglia come scrittore di oggi? Qual è, secondo lei, l’esempio di un bravo scrittore?”. E lui ha risposto che Stephen King riesce ad accalappiare l’attenzione di tutti i lettori, quindi è uno scrittore “riuscito” –

– Ah beh, allora se gli avessi detto che La nausea di Sartre è il mio libro preferito, mi avrebbe risposto che non ci capisco niente? –

– Può darsi –  rispose il ragazzo astuto, quello che studiava Lettere.

blog letterario racconti precedente

Gli esercizi degli allievi del corso di scrittura distruttiva. Puntata precedente. Anonima Scrittori.

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27 Mag

Anonima scrittori. Corso di scrittura distruttiva. Terza lezione.

– Cominciamo con un esercizio. Vi do un incipit e voi dovete continuare -.

Gli studenti prendono una penna dalle rispettive borse, zainetti, giacche…

L’insegnante si schiarisce la voce.

– Stamattina, al paese dei balocchi, è cominciato il corso di scrittura creativa…A partire da queste parole, dovete scrivere un racconto, e poi li leggeremo tutti, va bene? Adesso vado a fumarmi una sigaretta. Mi raccomando, non copiatevi, perché l’originalità è il primo requisito: se non siete originali, potete dire addio alla scrittura, anzi, è meglio che ve ne andiate subito…

Il primo comincia: “Stamattina, al paese dai balocchi, è cominciato il corso di scrittura creativa. Avevo smarrito la mia penna, ma l’ho ritrovata, l’avevo semplicemente lasciata al bar, dove, tra cappuccino e cornetto, avevo segnato il numero di una studentessa del corso, che è come me di Rieti.

Stamattina, al paese dei balocchi, avevo perso la mia testa, ma poi l’ho vista gironzolare tra gli stand di libri pubblicati da minuscoli editori, libri che non vedranno mai il mercato, e così me la sono rimessa addosso, non aspettandomi più molto da queste due giornate. Stamattina, prima di uscire, avevo dimenticato persino il giacchetto, ma mia mamma, santa donna!, si è ricordata che stavo per salire sul monte del paese, dove fa freddo freddo, d’inverno, e mi ha detto, sulla porta:

– Francesco, ricordati il giacchetto!- . – Sì, mamma-, e mi sono ricordato anche di quello, ma me lo avevano suggerito quindi non è merito della mia memoria! Stamattina, al paese dei balocchi, quando è iniziato il corso stavo per dimenticare tutto: perché voglio scrivere, che cosa ho studiato…ma tanto, queste risposte non servono a niente. Pare si tratti solo di questioni di marketing, pertanto mi pongo come bravo discepolo per imparare tutto quello che mi  verrà insegnato. Sperando che una volta a casa non mi scorderò di niente!”.

corso di scrittura creativavai all’episodio precedente, se come Francesco te lo sei scordato!

vai all’episodio successivo se vuoi leggere gli altri Incipit!
episodio successivo corso di scrittura parodia

10 Mag

Cambio! Parodia di un corso di scrittura creativa

Dopo attenta valutazione, arrivata grazie a una sessione di yoga autogestita, mi sono detta: “Perché vincolarsi alle terzine? Non ho scritto solo questo”. Allora ho pensato di ritornare ai miei racconti sulla convivenza (che ora è diventata fidanzamento…sì, vado al rovescio, lo so).

C’è tra le mie carte un racconto lungo che è la parodia di un corso di scrittura creativa. Io lo proporrei. Lo troverete a puntate, al posto delle terzine.

Magari alterno le due cose? Un giorno questo e un giorno quello? Che ve ne sembra? Vi eravate affezionati alla cronaca di una convivenza?

Chi ha qualcosa da direcommenti ora, o taccia per sempre.

Ornella Spagnulo

ornella spagnulo