28 Ott

30 anni senza Elsa. Blog tour per ricordare Elsa Morante (1912-1985)

Parte dal blog Cronaca di una vita intima l’iniziativa di lanciare un piccolo blog tour in memoria di una grande scrittrice. Il prossimo 25 novembre saranno passati 30 anni esatti dalla morte di Elsa Morante.

Elsa Morante 30 anni
Per ricordarla vi invito a partecipare a questo blog tour. Saranno ammesse: recensioni di libri di Elsa Morante, post con citazioni tratte dalle sue poesie, dai romanzi o dalle interviste corredati da fotografie della scrittrice e altri contributi che potrete ideare. Unica regola il filo conduttore: Elsa.

I post dovranno essere pubblicati il 25 novembre o qualche giorno prima. Nel mio blog pubblicherò la lista dei blog aderenti, ciascuno con il titolo del post in programma.

A chi vorrà partecipare invierò anche due righe da condividere sul post (che si potranno eventualmente riformulare), in cui sarà scritto, in linea di massima, che l’iniziativa intende ricordare i 30 anni dalla morte di Elsa Morante e che il tour è lanciato da Cronaca di una vita intima, il blog letterario di Ornella Spagnulo.

L’invito è aperto a tutti i blog.
Se avete dei consigli o dei dubbi scrivetemi: ornella82   @   msn.com.

Un abbraccio,

Ornella

 

23 Ott

Cronaca di una convivenza indipendente

Cronaca di una convivenza indipendente

Da un po’ di tempo non siamo più un unico individuo bifronte con un grande stomaco, una sola testa e un pacco di ore da spendere insieme ogni-millesimo-di-secondo. No. Da qualche tempo abbiamo la grazia di pensare ciascuno per sé, di mangiare ognuno con il proprio criterio e di usare le ore libere come più ci piace. Non è esattamente quello che si consiglia a una giovane coppia, ma sarebbe un avvertimento graditissimo.

1) (Lui non ha fatto come me, ma) sono riuscita a dimagrire dopo gli eccessi dei primi due anni. Ero diventata gonfia e cellulitica. Quello che mi dispiace, non per estetica (per la salute), è che lui sia rimasto un po’ pancione, ma non posso incolparmi se mangia i cornetti al bar e la pasta a pranzo.

2) Ho lasciato l’abitudine di chiedergli sempre un consiglio ed è stato proprio grazie a lui: “Tra un po’ mi chiederai pure quanta carta igienica usare in bagno…”.
La mia arte di chiedere consigli non è svanita, ma si è ridimensionata.
(Chiedere consigli è un modo per non avere responsabilità sui miei sbagli e soprattutto per cercare di capire cos’è giusto fare: cosa il Padre Eterno vorrebbe che facessi, non tanto cosa vorrebbe questa o quest’altra persona… è difficile da spiegare a chi non ha fede).

3) A parte le trasferte africane di Daniele, a Roma eravamo davvero una cosa sola: se uscivamo con i suoi amici eravamo insieme, se uscivamo con i miei amici eravamo insieme, se andavamo a cena dai suoi genitori andavamo insieme, se andavamo a pranzo dai miei genitori andavamo insieme.
Ora è tutto più flessibile. L’amore c’è in abbondanza ma la simbiosi si sta allentando. (Adoravo quella canzone di Meg).

 cronaca di una convivenza

Così, ieri sono partita per Milano da sola con la speranza di incontrare Isabel Allende. Roma Milano per una foto. Una fotografia con Isabel, che comincia ad avere un’età. Ma la nipote di Salvador Allende era con il polso fasciato perché aveva firmato troppi autografi nelle prime tappe del tour mondiale del suo Amante giapponese. Ho chiesto alla giornalista che presentava e non c’è stato modo: era scappata. Però è stato bello, ci ha fatto tanto ridere. Anche lei odia le ragazze troppo belle. Ha un senso dell’umorismo eccezionale. Quello che mi servirebbe adesso. Perché poi non fare più parte di un umano bifronte non è per forza positivo. Ti può venire da piangere da un momento all’altro. Ho sbagliato tante cose nella mia vita: per questo amo i consigli degli altri.

Ornella Spagnulo

13 Ott

Isabel Allende, L’amante giapponese. In Italia dal 15 ottobre

Allende L'amante giapponese

L’amante giapponese di Isabel Allende sbarca in Italia il 15 ottobre e già possiamo immaginare le file alla Feltrinelli di Milano, dove il 22 ottobre alle 20:30 la scrittrice sudamericana più amata al mondo parlerà del romanzo con alcuni dei suoi fedeli lettori.

Traduco in breve il discorso di Isabel Allende che potete seguire nel booktrailer: la storia è ambientata in un ospizio molto particolare vicino a San Francisco, dove si riposano artisti, intellettuali e vecchi hippy. Una giovane immigrata dal passato difficile (Irina) spia un’anziana (Alma), che spesso scompare dalla casa di riposo per ritornare ogni volta più felice. Irina sospetta che Alma abbia un amante: c’è un signore giapponese nell’unica fotografia che la donna ha nella sua stanza ed è probabilmente la persona con cui si vede fuori dalla casa di riposo.

Con il nuovo romanzo, L’amante giapponese, la scrittrice si interroga di nuovo sul peso dei ricordi perché i suoi genitori sono ormai anziani, come ci spiega in questo video. Ma da sempre Isabel Allende ha legato la sua scrittura alla memoria, soprattutto familiare e femminile.

11 Ott

Cronaca di una convivenza. Si quieres cambiar el mundo…

Ci sono momenti in cui capisco che le persone non possono cambiare. Ma durano momenti. Perché io cambio sempre. E così cambia il mio modo di guardarle, e di interpretare i loro atteggiamenti. Ora per esempio sono delusa quasi da tutti. Ma passerà la settimana prossima. Altrimenti non sarei io. E così è giusto che il teatrino cambi. Perché deve cambiare. Non possiamo essere tutti imbecilli per tutta la vita. Prima o dopo chi ci mette la sua buona volontà ottiene il suo riscatto. E al mio ci credo, è la mia preghiera. Magari le persone non cambieranno, ma non me ne importerà più così tanto. Ne sono certa. cronaca di una convivenza

Per esempio, che ha fatto il cielo, che da dieci giorni è bianco tendente al grigio? Avevo detto che odiavo settembre, che odiavo l’estate senza le vacanze. Adesso potremmo partire, ma per dove? Il cielo ti insegue dappertutto e prima o poi bisogna affrontare il cambio di stagione – anche quello è previsto dalla routine. Così farò finta di meravigliarmi di fronte a maglie acquistate cinque anni fa, a pantaloni che chissà come mi andranno quest’anno, e vedere che gli stivaletti beige sono rotti sulla base in plastica mi fa chiedere perché dovrei cambiarli: perché non accettare che le cose si rovinano? Perché sforzarsi di essere sempre perfetti? Certo non è il mio imperativo, non nella vita almeno. Se quella linea sottile, quello sbraco sulle scarpe, non facesse entrare acqua, perché buttare via un paio di buoni stivaletti comprati giusto un paio di anni fa, e beige?

La mia imperfezione è sublimata, perdonata da lui. È grazie a lui se tutto è cambiato. Il 15 ottobre saranno tre anni. Tre anni di convivenza abusiva. Non sono più tanto curiosa dei risultati del Sinodo sulla famiglia di quest’anno. L’anno scorso si diceva che solo chi convive per motivi economici, perché non ha i soldi per il matrimonio, non fa peccato.

Ma se i preti potessero e volessero convivere e amare, forse sarebbero meno pesanti, meno: “Non… di qua! Non… di là!”… tutte divisioni… tutti preconcetti. Ma fate un po’ come vi pare e non venite a dirci cos’è l’amore!

Io l’amore riesco a vederlo solo da vicino negli occhi di Daniele. Sarà che sono miope. Ma da lontano non ci vedo bene. Per cui ditemi ancora che devo tenere le distanze: da chi non mi ama le terrò sicuramente. E invece no. Cambia tutto. Come cambio io, cambia tutto il mondo sempre. Il sindaco si è dimesso, e oggi non è come ieri: l’ansia è andata via, ho iniziato a seguire un corso di danza tribal, ora le pulizie le faccio da sola o mi aiuta lui, sto risparmiando quello che c’è da risparmiare, tornerò a trascrivere le poesie di Alda Merini all’Archivio, abbiamo un telefono nuovo, una pianta di ciclamino rosa, un’orchidea che non fa fiori da mesi ma li rifarà, si spera, ho amici che aspettano le mie telefonate, il venerdì vado a fare l’aperitivo con i miei genitori. È cambiato tutto, non fate i pessimisti! Ma io non so come siano le vostre vite e non ho delle ragioni valide per farvi credere in un cambiamento (perché non sempre c’è, lo so, non sono una specie di guru New Age e nemmeno un’anacronistica cattocomunista, per carità!). Posso parlare solo a Ornella e dirmi: “Non aspettare di diventare insensibile alle delusioni, sono proprio loro che ti fanno trasformare”.

Laboratorio di scrittura creativa Roma

Ricordo che mercoledì 14 ottobre ci sarà la lezione di prova del laboratorio di scrittura creativa al Palco delle Valli alle 20. Qui trovate l’evento su Facebook e potete prenotarvi. Vi aspetto!

02 Ott

L’esatto contrario di Perrone. Appena finito di leggere e…

L'esatto contrario perrone

Non avevo mai letto gialli o noir perché quella leggera ansia che ti prende quando sei davanti a una scena di sangue e devi capire chi è l’assassino resta in quella minuscola parte di mondo di cui non voglio sapere niente. La mia sensibilità è troppo forte e come una bambina non so fare una grande distinzione tra mondo e finzione.
L’esatto contrario di Giulio Perrone ho iniziato a leggerlo solo dopo avere ricevuto rassicurazioni da parte dei miei più stretti familiari (a cui, come spesso faccio, avevo commissionato la prima lettura, perché non riesco ancora a leggere più di 3 libri per volta. Anzi, in questo caso, il romanzo l’avevo proprio regalato a mio padre per l’onomastico). Da assoluta profana, non potrei dire se il libro si inserisce all’interno del suo genere con innovazioni o seguendo la tradizione. Quello che posso dire invece è che L’esatto contrario, al di là della presenza di omicidi e incognite, mi sembra un romanzo e non romanzo di genere. Nella mia naturale paura della paura ho avuto sempre qualcosa a cui aggrapparmi, in queste pagine: il protagonista, il protagonista e i personaggi che conosce, il protagonista e la sua sfera di affetti e di difetti che ho sentito vicina, schietta e autentica. Mentre cerca di risolvere certi inquietanti misteri, di cui siamo spesso informati nei tg e nei giornali (e io mi chiedo ancora: perché?), Riccardo fa luce nel suo garbuglio tipico della nostra giovinezza e per prima cosa pensa, decide, sbaglia, agisce, in poche parole: vive.

E così, L’esatto contrario è un libro per tutti, che vi piacciano i misteri o che siate interessati alla narrativa. Una conferma della legge del Karma: se fai del bene, del bene ti ritornerà. Giulio Perrone è da anni un punto di riferimento per l’editoria romana. Dal 2005 infatti realizza con costanza sogni di scrittori e di lettori. La domanda che mi faccio, ora, a caldo, è: il prossimo sarà sempre un “noir” oppure no?

Ornella Spagnulo

Appena finito di leggere e… è una rubrica che segnala libri classici o contemporanei. Non è una recensione ma solo un breve resoconto delle sensazioni provate durante la lettura.

22 Set

Laboratorio di scrittura creativa a Roma

Laboratorio di scrittura creativa Roma

Il laboratorio di scrittura creativa a Roma dell’associazione culturale Il Palco delle Valli partirà il 14 ottobre (mercoledì) alle 20, con una lezione gratuita durante la quale mi potrete interrogare. Poi, se l’esame vi sembrerà superato, vi potrete felicemente iscrivere al corso. Saranno due ore alla settimana di lettura, scrittura e confronto.

Il testo di riferimento, oltre a un classico che ciascuno di voi sceglierà e porterà con sé per tutto il laboratorio, sarà Il limbo delle fantasticazioni di Ermanno Cavazzoni, edito da Quodlibet (2009). Una lettura vivamente consigliata che riflette senza peli sulla lingua sull’esperienza della scrittura, sulle aspirazioni individuali, sulle differenze tra cosa è realmente letteratura e cosa spazzatura. Un libro geniale di Ermanno Cavazzoni.

Il teatro Il Palco delle Valli si trova in via Valsavaranche 87, vicino alla fermata della metro B1 Conca d’Oro (Roma nord). Per informazioni: 320 2757896. Scrivetemi anche qua sul blog.

laboratorio di scrittura creativa roma

21 Set

Giulia Rusconi. Due poesie dal Quadernario di Maurizio Cucchi

Giulia Rusconi Quadernario Cucchi

 

Ho scelto la casa al mare

perché c’è il mare

ma non pensavo alla sabbia.

Mi entra nelle fessure

si deposita sul mobilio

un immobile sudario

e sulle rughe ogni giorno

più fitte e la notte

entrano spifferi mi fanno

invecchiare più in fretta.

*

Nella mia casa c’è una stanza vuota

ogni mattina viene pulita

arieggiata ha una finestra

spalancata la stanza che è vuota

l’ho pensata per dei bambini

lui mi ha detto « Facciamoci

uno studio una stanza

per il disegno tecnico

                       la sala macchine»

Lui ha ancora molti nomi

a seconda si mette in casa in modi

nuovi. Si affaccia alla vetrata

dorme qualche ora al nero pesto

cucina mette Bach

si annida in poltrona con un libro

chiude in un cassetto le sue mappe

il Lui che preferisco è quello

che non entra in casa si

sfila le scarpe corre nel mare

ancora incravattato.

Giulia Rusconi

 

Il Quadernario è un almanacco di poesia contemporanea pubblicato da LietoColle. A curarlo è Maurizio Cucchi. Questo appena uscito è il secondo numero e propone 26 poeti di diverse generazioni, italiani e stranieri.

20 Set

Cronaca di una convivenza. Domenica di settembre

Salve, domenica mattina (se le 13 e 21 possono considerarsi mattina, ma non è nemmeno pranzo, visto che ho appena fatto colazione). La domenica è quel mondo a parte in cui si riflette, si dorme, qualcuno prega, qualcun altro fa lunghe passeggiate, qualcuno piange, chi è solo piange, lo so, l’ho sperimentato anni fa. Il mio blog è tutto rinnovato, con colori magnifici (il fuxia e il giallo), una mia piccola foto in bianco e nero e un layout che disegna un raccoglitore di fogli e, a lato, un utile elenco delle pagine tenuto insieme al resto da una graffetta virtuale. Un amico di Daniele, Marco, che ringrazio pubblicamente, ha provveduto a fare la migrazione – si dovrebbe chiamare così in gergo informatico, non lo so –, e ora il sito è www.ornellaspagnulo.it, ma anche www.cronacadiunavitaintima.it.

Siamo a fine settembre. Inutile ricordare la pesantezza di quest’estate, che il 23 finirà, ma essenziale è invece pensare al futuro, allo studio, ai lavori, alla scrittura. Il mese di settembre è critico per me quasi tutti gli anni. Mi ritrovo a confrontarmi con l’enorme abisso che c’è tra me e gli altri, gli altri e me. Fuori bisogna sempre mostrare coerenza spirituale, energia fisica, parole loquaci, attitudine all’amicizia e alla simpatia, serietà, moralità, certezza su almeno cinque o sei concetti esistenziali. Dentro sono carta velina. I discorsi di qualcuno mi spostano con forza e divento nemica di me stessa. Poi me ne accorgo e scappo via.

A ogni modo, non sono sola nelle lotte clandestine con settembre. Altri provano le mie stesse emozioni. Qualcuno infatti canta: “Svegliatemi quando settembre finisce”. Prendete questa canzone, ascoltatela a palla, come si dice, fate altro e convincetevi che il mese al confine tra la solitudine e l’affollamento verrà sepolto come gli altri da terra e pioggia, anche se non è marzo con i suoi bei fiorellini, anche se non è dicembre con i suoi dolci regali. Del resto, “L’estate sta finendo e un anno se ne va, sto diventando grande, lo sai che non mi va”. Ma non voglio più credere all’infamia. Se c’è del bene anche nel male, ora lo vedo, tutto ci insegna qualcosa. Anche settembre.

(→ Consiglio l’ascolto: Green Day, Wake me up when september ends.)

27 Ago

Cronaca di una convivenza. L'estate senza vacanze

Quest’estate verrà ricordata come l’estate senza vacanze. Un cane abbaia giù per strada e ora Daniele si è messo a parlare al telefono con il suo amico per decidere tattiche di gioco improbabili utili a sterminare tutto il resto del mondo in modo che loro due possano trionfare in un videogame… Come se non bastasse la lavastoviglie fa un rumore insopportabile.

Eppure quando ho iniziato a scrivere non volevo lamentarmi.

Comunque, avevamo un grande progetto: un viaggio in Puglia perché lui non la conosce. Piano piano le nostre aspettative di vacanza sono andate ridimensionandosi con l’esaurirsi dei soldi: prima dovevamo andare in un albergo, poi abbiamo optato per un b&b, alla fine ci aspettava un soggiorno in un posto di preti che per 30 euro a persona ti davano colazione e un pasto. Non sembrava male. Ci saremmo potuti girare la Puglia, avremmo fatto un tuffo nella Grotta della poesia – già m’immaginavo le fotografie –, poi avremmo visto Otranto sulle tracce dell’omonimo romanzo di Cotroneo e saremmo passati da Martina Franca in onore di Desiati, che al momento pare stia in Germania. Tappa inevitabile sarebbe stata la mia Taranto, mia e non mia, mia non fino in fondo, e lì finalmente avrei conosciuto la nuova zia, la seconda moglie dello zio Giovanni, detto Gianni. Mio padre aveva già suggerito alcuni ristoranti, certi amici molto simpatici ci aspettavano per un pranzo a casa loro, io stavo cercando gli eventi pugliesi più carini nel mese di settembre…

Cronaca di una convivenza

Dicono che una principessa facesse il bagno in quelle acque e che i poeti andassero lì a guardarla per prendere ispirazione… La Grotta della poesia.

Cronaca di una convivenza

Un frammento del mosaico immenso e misterioso all’interno della cattedrale di Otranto. Adamo ed Eva.

Cronaca di una convivenza

Taranto, dove sono nata.

Poi abbiamo fatto due conti, ci sarei anche riuscita a sopravvivere alla vacanza, ma lui aveva paura di non farcela. E per non prosciugare tutte le risorse le vacanze tanto aspettate saranno dirottate verso la casa al paese dei suoi genitori, dove lui ha amici che conosce da quando è piccolo e io non so con chi parlare, esclusi gli alberi e i gatti.

Sotto sotto sono contenta, perché covo una stupida superstizione: che la mia regione natale mi porti sfortuna. La vacanza pugliese infatti era stata oggetto di dibattiti e ripensamenti, però mi sarei messa da parte volentieri di fronte al suo desiderio e alla fine, stuperstizione o no, mi sarebbe piaciuto ritornare.

Ah, dimenticavo: abbiamo fatto un weekend a Sperlonga, ma per dirla tutta abbiamo soggiornato a Lenola, che costava di meno. Siamo stati in spiaggia per circa due ore. E a cena abbiamo mangiato così bene che poi ho vomitato.

Ma il mondo sta ricominciando! Non c’è dubbio: è settembre! Tutti riiniziano a lavorare!

Io riesco solo a pensare a quanto avrò da studiare e spero di fare in tempo per la consegna della tesi di dottorato. Questo è l’ultimo anno.

Ornella Spagnulo