06 Giu

’68: il sesso libero. Considerazioni alla luce dello status quo 50 anni dopo…

Quello che da molti è considerato l’apice del movimento hippie – e che di fatto è l’unico obiettivo dei giovani sessantottini a essere stato raggiunto su scala industriale – è la liberalizzazione sessuale nelle sue varie forme. Ma il problema non è il moralismo.

Una situazione simile è spia e causa di un’impossibilità di vivere una relazione affettiva piena. Il fatto che il sesso sia a portata di mano senza nessun problema non aiuta, toglie tempo, energie. L’amore libero, che in teoria è bello perché toglie lo stigma all’eros, priva l’amore della sua essenza: pensiamo a Platone. Due persone ne formano una. Fin da quando gli uomini hanno iniziato a comportarsi non più come animali ma come esseri pensanti  l’aspirazione comune è stata questa. Tutti lavoravano in quella direzione. In questo, i sessantottini invece di guardare avanti sono tornati indietro. Lo stigma all’eros si può togliere all’interno della coppia, non in rapporti occasionali, che lo aumentano.

Alla società così sono mancate le basi. La società, per non dire lo stato, si dovrebbe basare sull’amore: è già difficile, faticoso, riuscire ad amare una persona sola. Queste sono solo le mie riflessioni ovviamente. Conosco tanti amici che difendono le loro perversioni, solitudini e precarietà esistenziali dicendo che l’amore non esiste.

Non è libertà l’amore, l’amore è eterna schiavitù.

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Questo è il vero amore libero. Due anime. Una sola. Dato che è difficile incontrarlo le persone hanno imparato a consumarsi con grande libertà.