23 Mag

Presentazione della rivista "Viva" e racconto di Angelo Gasparini

Blog tra poesia e racconti

Oggi vi segnalo un evento a Roma e ospito l’incipit di un racconto di Angelo Gasparini pubblicato dall’Erudita.

Presentazione della rivista “Viva”

Per chi si trova a Roma, oggi presentazione di “Viva, una rivista in carne e ossa”, in via del Corso 530, alle 18:45. Nella redazione: Claudio Damiani, Nicola Bultrini, Stas’ Gawronski, Giuseppe Salvatori. Il tema del primo numero è “Terre”.

Opere d’arte nuove o riproposte, nuova socialità nel nome dell’arte e per l’arte, come una rivista dovrebbe fare.

Tra gli ospiti: Maria Pia Ammirati (La danza del mondo, Mondadori), Daniele Mencarelli (Figlio, Nottetempo), Lucio Saviani (Voci di confine. Il limite e la scrittura, Moretti & Vitali), Lucilla Catania (scultrice): Stareeandare (Museo Nazionale d’Arte Orientale e Palazzetto Venezia – Giardino degli Aranci). Aperitivo finale.

La Nuova Pesa Centro per l’Arte Contemporanea

 blog poesia

Rui Costa, la Fenice. Racconto di Angelo Gasparini. Incipit

Rui Costa è arrivato al Milan nell’estate del 2001, fra tanto entusiasmo e i soliti scettici che dicevano che non avrebbe trasformato un buon battaglione nell’armada invincibile. Il mio vicino di casa, che è da sempre un tifosissimo viola, mi aveva detto “i traditori li giustizieremo quando passano a Firenze”. Lo diceva con rabbia, ma in realtà era molto dispiaciuto, era il disprezzo degli amanti quando non sono più ricambiati. L’anno prima, era andato al canile ad adottare un cucciolo e l’aveva chiamato Rui.

Di Rui Costa, si diceva che fosse un uomo del presidente, uno di quelli che il proprietario dell’A.C. Milan avesse comprato senza consultare allenatori od osservatori. Nella Fossa dei Leoni, si definiscono uomini o acquisti del presidente tutti quei giocatori che hanno doti balistiche ineccepibili, belli da vedere, spettacolari ed entusiasmanti, non per forza determinanti, ma esteticamente parlando perfetti e imposti dal presidentissimo, quasi aprioristicamente. Rui, in effetti, aveva tutte le carte in regola per rientrare a pieno nella categoria e, rispetto a tanti altri numeri dieci che oscillavano tra genio e sregolatezza, in più era un grande professionista. Rui Costa avrebbe preso il posto di un certo Zorro Boban, un giocatore dal grande carisma e dal carattere assai difficile; solo il vulcanico Ibrahimovic, qualche anno più tardi, sarebbe riuscito a farci scordare il temperamento del campione croato. Ad ogni modo, facendo dietrologia, Zorro era stato il numero dieci di un decennio incantato e irripetibile, un periodo fatto di successi nazionali e internazionali ma, soprattutto, l’eroe di quella strepitosa rimonta che nel 1999 ci aveva portato a vincere uno scudetto in rimonta contro una Lazio molto più forte (ma anche più stanca) della compagine rossonera.

(da I più grandi numeri 10 della storia del calcioL’Erudita, 2013)

22 Apr

Recensione del poeta Angelo Gasparini alle Nuove Terzine

 

 

Le Nuove Terzine di Ornella Spagnulo, tra quotidianità e lirismo

di Angelo Gasparini

 

Nuove terzine è la prima raccolta poetica di Ornella Spagnulo. Le terzine in questione, è bene specificarlo, non sono quella della tradizione dantesca che, più recentemente, hanno conosciuto come massimi esponenti Giovanni Pascoli e Pier Paolo Pasolini, ma si tratta di terzine polimetriche. Questa scelta è, indubbiamente, mossa dal fatto che una metrica di questo genere consente alla poetessa di riprodurre i più intimi moti dell’animo umano.

La Spagnulo punta a scandagliare lo spirito nelle sue corde più sensibili, come il rapporto di coppia, la fede, il rapporto con gli altri, l’Ego e il Superego , la denuncia sociale e la riflessione sulla vita quotidiana e sul rapporto e la natura delle cose. La condizione femminile, tra spiritualità e quotidianità, è sicuramente centrale nella poetica della nostra autrice.

Le terzine in analisi, va sottolineato, sono componimenti alquanto sui generis, non solo perché non rispondenti ai canoni della metrica classica ma, e soprattutto, per i contenuti e i toni che muovono l’intera raccolta. Se da un lato assistiamo a una scrittura incline al gusto del frammento, dall’altro appare piuttosto immediato che si tratti di un frammento circoscritto in uno spazio metrico ben preciso, cioè la terzina. Questo in primisIn secundis, la polimetria, che in prima battuta, può sembrare un mezzo, in realtà è un fine poiché rispecchia gli andamenti umorali di chi scrive; sensazioni che vanno dal fideismo fervente alla satira ironica nei confronti della psicoanalisi. L’ironia, la passionalità e la riflessione/introspezione, in conclusione, sono i sentimenti che prevalgono nell’intera raccolta.

Stilisticamente parlando, i componimenti si segnalano per il gusto dell’inciso, dell’epigramma, della provocazione e della sentenza. Che l’autrice sia una persona colta lo si nota leggendo tra le righe dove, a mio avviso, è facile scovare l’influenza di San Francesco (nelle terzine religiose), di Oscar Wilde (nei componimenti provocatori e sentenziosi) e dell’ultimo Montale (nelle poesie di stampo ironico).

La lingua utilizzata è una lingua prevalentemente semplice, tendente al colloquiale e al discorsivo, ma con il botto quando non te lo aspetti. Il lessico, ultima analisi, risente della variegata formazione dell’autrice e della contaminazione linguistica dei giorni nostri: a mezza via tra letterarietà, quotidianità e speculazione filosofica.

Sempre più spesso, questo genere di componimenti viene paragonato all’haiku, senza tenere conto della normatività intrinsecamente connessa al genere per forma e metro. Queste nuove “Odi barbare” vengono eluse da Ornella Spagnulo che, grazie all’escamotage della polimetria, riesce ad adattare il verso alle occasioni del vivere e dello scrivere rendendolo, in questo modo, più lirico e palpitante.

“La consistenza del silenzio

non è neve che si posa,

ma grazia che ci è data.”

"La via del grano", raccolta poetica di Angelo Gasparini, pubblicata da Edizioni Ensemble

“La via del grano”, raccolta poetica di Angelo Gasparini, pubblicata da Edizioni Ensemble

Angelo Gasparini, poeta

Angelo Gasparini insegna francese, spagnolo e inglese, è traduttore dall’italiano al francese e collabora con il sito di cultura Flaneríwww.flaneri.com). Negli anni ha scritto su diverse riviste e testate giornalistiche.

Ha pubblicato “Sereno Altrove” nel 2011 e “La via del grano” nel 2012, con la casa editrice Edizioni Ensemble.

Nel 1996 ha ricevuto il primo premio nazionale al concorso di poesia “Fuori l’Idea”. Nel ’99 il terzo premio nazionale al concorso “Federico Ozanam”. Ha ottenuto anche il secondo e  terzo premio nazionale al concorso Cittadella Poesia (rispettivamente, nel 2010 e nel 2011).