29 Ott

Il Publisher. Una divertente dichiarazione d'amore

Una dichiarazione d’amore verso un marito, verso una professione, verso la letteratura e verso la vita. Il publisher di Alice Di Stefano appare, con una scrittura scorrevole che desta qualche stupore, un romanzo insieme d’altri tempi ma anche straordinariamente attuale. La forma ci ricorda l’idea classica del romanzo, ma l’autenticità di ciò che si legge lascia pensare più al nostro tipico voyeurismo che a una finzione, voyeurismo nobilitato dal fatto che i pettegolezzi narrati non sono quelli di un piccolo giornaletto su un famoso calciatore: si tratta dei segreti di un editore molto conosciuto, Elido Fazi, e di sua moglie Alice Di Stefano, editor presso la stessa casa editrice.

Parlo di dichiarazione d’amore perché il soggetto principale è lui, il publisher, il marito. Si parte dalle Maldive, anno 2003, tanto per incorniciare un sogno (operazione ben riuscita, visto che ho cominciato a immaginare le Maldive come un mondo perfetto perfino io). Poi si va indietro a ricordare l’infanzia di Elido Fazi, e da lì in avanti. I particolari abbondano in ogni pagina, e le risate non mancano di certo.

È un libro consigliato soprattutto a chi è interessato all’ambiente delle case editrici, e a chi ci vorrebbe entrare. Un settore tanto distante dagli altri, misterioso, “alto”, chiuso: eccolo qui in chiave divertente, sorridente, quotidiana! È bello chiedersi per quanto tempo e in che modo Alice Di Stefano abbia raccolto e (de)scritto tutti questi particolari: le sono stati raccontati dal marito spontaneamente, durante la loro vita insieme, o sono stati detti in risposta a precisi quesiti di Alice durante la stesura?

Si tratteggia, così, tra ricordi di famiglia e non solo, la figura di un editore/eroe che fronteggia le malelingue (“tutte etichette poco lusinghiere collezionate probabilmente in virtù di un carattere non proprio diplomatico”), dopo una parte della vita passata a incassare le botte del padre. Un editore che, amando Keats alla follia, afferma con coraggio frasi del tipo: “Le questioni di etica stanno a un livello più alto rispetto al semplice vivere civile”. Finché non arriva la fortuna.

L’amore tra due persone che si sentono “intellettuali” è una scenetta divertente a cui assistere. E fa pensare che l’umorismo non sia solo una modalità di scrittura, ma che costelli davvero una vita insieme, nei suoi risvolti di tutti i giorni. Memoriale leggero ma non superficiale, Il publisher è un risultato, si avverte, ampiamente pensato che ricostruisce quello che dal di fuori non si sa e non si potrebbe sapere altrimenti. Si legge con piacere e curiosità, perché è sempre bello leggere le dichiarazioni d’amore sincere.

Ornella Spagnulo

18 Giu

Anonima Scrittori. Settimo episodio. Se gli editori scommettono su Totti

– Dicevamo, un editore ci pensa mille volte prima di pubblicare uno sconosciuto. Per la precisione, millecinquecentocinquantanove volte, e ammetto che…è un numero un po’ arrotondato per difetto -. Spiega l’editor gongolandosi.

Sguardi sconcertati in aula. Scambi di espressioni deluse tra l’insegnante disabili e la ragazza aspirante scrittrice autodichiaratasi semi-analfabeta.

– Ogni anno, delle pubblicazioni che fanno le grandi case editrici lo 0,02% riguarda esordienti. È più facile che uno scrittore famoso proponga per l’ennesima volta lo stesso tema rifritto, piuttosto che un giovane con un’idea originale e di qualità possa vedere il proprio romanzo in libreria. E poi ci sono gli attori, i cantanti, e pure quelli a un certo punto si mettono in testa l’idea di scrivere, anche se, in letteratura, sono senz’arte né parte ma…sono già conosciuti! Il loro libro difficilmente sarà un flop! Pure Totti può scrivere, che è un calciatore. Un editore scommetterà più facilmente su Totti che su…tu come ti chiami? -, l’editor insegnante punta il dito per interpellare la giovane Pinocchietta.

– Ragazza Dai Sogni D’Oro.

– Che nome è?

– I miei genitori sono indiani d’America.

– Ah! Okay, è più facile che la Mondargento investa su un libro del calciatore più conosciuto d’Italia che sulla ragazza, qui, Dai Sogni D’Argento o come si chiama, anche se scrive poesie e racconti di un certo interesse

– Quelle che ha scritto Totti non erano barzellette?

– È uguale.

– Che poi non l’ha manco scritte lui, le ha solo raccolte -, dice lo studente diligente di Lettere e Filosofia.

– Ma questa è colpa delle case editrici? -, chiede, provocatoriamente, ragazza Pinocchio, che subito si sente messa da parte.

– No, piuttosto dei lettori.

– È vero, lo confermo -, dice l’insegnante di sostegno.

– Hai ragione maestro -, adula la semi-ignorante: – Per esempio io, prima di leggere a Erri De Giacomo, leggevo sempre i libri di Harmony, e devo dire che mi piacevano, solo dopo ho scoperto la letteratura, o la letterarietà, e quel mondo mi si è come aperto -.

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