21 Ott

La radio

La radio suona sentimenti che devo ancora imparare:
la tranquillità che adesso mi manca,
quando non sei nei paraggi.

Gli oltraggi
che ho compiuto contro il mio corpo
ingrassando e dimagrendo

si sono offerti contro di me
In un sacrificio di abnegazione.
Ma tu mi ami

e di queste due parole
farò un’insegna a chiare lettere
che si leggerà sulla mia fronte,

così che almeno guardandomi
allo specchio
troverò pace.

Ornella Spagnulo

18 Giu

Cronaca di una convivenza. Forse Etiopia.

Cronaca di una vita intima

La mia Africa

Sono stata la prima volta in Africa a 14 anni, Tunisia, Djerba: era estate, facevo amicizie solo con ragazze e ragazzi molto più grandi. Daniele a lavoro ha l’opportunità di lavorare in trasferta, in Etiopia, per un periodo che potrebbe andare dai 2 mesi ai 2 anni.

La mia reazione istintiva è stata: “Vengo con te!”, per fargli compagnia e per avere un nuovo panorama intorno da descrivere. Se andrà per 2 mesi, però, non potrò accompagnarlo – direttive dal suo ufficio. Preferirei che non partisse. Se lo farà mi troverò probabilmente a passare tutte le sere su una webcam, a raccontare una vita italiana sempre uguale al mio uomo dislocato in un altro continente alla ricerca dell’oro in un cantiere di Salini.

Domenica siamo stati a fare un giro a Ostia. Il mio primo mare, quest’anno, visto dal marciapiede e dal balcone panoramico, senza i piedi sulla sabbia, con il caldo che rintontiva e un corteo di Harley-Davidson a celebrare l’anniversario dei motociclisti convinti.

Un aperitivo preso in un posto chic vicino alla piscina. Una cantante improbabile, accompagnata da pochi strumenti, si imbatteva in Mia Martini e Gianna Nannini, senza la competenza necessaria, producendo gargarismi inaccettabili. Osservando l’atteggiamento delle cameriere ho detto: “Ecco perché mi piaceva l’università e non mi trovo nei posti chic. Le ragazze alla Sapienza trattavano in modo uguale gli uomini e le altre donne.

Facoltà di Lettere e Filosofia, Sapienza, Roma

Lettere e Filosofia, Sapienza, Roma.

Negli ambienti eleganti, di destra, fanno le fiche allegre”.

E mentre ne parlavo, notavo un uomo, all’altro tavolo, che dopo aver espresso l’ordine alla cameriera posava solo per un attimo lo sguardo sulla moglie, e dopo lo girava sul fondoschiena della cameriera.

Loro sono avvantaggiate dal fatto che tutte le altre donne sono sedute, non mostrano il corpo. Certe cameriere non hanno rivali, eccetto le altre cameriere.

Mi sembra che alcune di loro provino piacere nell’essere guardate. E giurerei che non sia solo una mia impressione.

Cronaca di una convivenza. Nomade involontaria. Clicca qui

10 Mag

Voglio essere rassicurata da una canzone

Voglio essere rassicurata da una canzone,

ma ci sono soltanto canzoni tristi

in questo oscuro decennio.

 

*

 

Il canto della sirena meretrice

sarà sempre una forma di catarsi

guaritrice.

 

*

 

Un canto arabo mi scalda il cuore, il corpo si muove

e ballo la danza del ventre davanti allo specchio.

Una volta ho visto il mio corpo scomparire.

danza del ventre

 

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18 Apr

Ancora terzine

Andiamo a compiere le nostre incombenze,

in fondo non sembra tutto vano

se lo fai con il cuore.

 

*

 

Indossate maschere e sorrisi falsi

ma cosa vi sforzate a fare?

Saremo tutti nudi, sotto terra.

 

*

 

I disturbi del corpo

riflettono quelli della mente: nei limiti,

è meglio mangiare poco che senza ritegno.

 

26 Ott

Realtà n. 16

Quello che ci si aspetta da me litiga con quella che voglio diventare, e in mezzo ci sta quella che sono. Ci si aspetta che io sia mezza matta e che pulisca bene casa – che sbagli a pronunciare le parole corrette nel momento più inopportuno, che legga di tutto, che faccia l’amore, che risponda al telefono ogni volta che squilla. Ma sta di fatto che stamattina ho lasciato il cellulare a casa e sopravvivo lo stesso, che le pulizie mi riescono bene solo se le isolo e le circoscrivo (‘oggi il bagno, domani il salone, quando possibile lo studio’…), che preferisco i libri con i caratteri stampati grossi per non affaticare troppo la vista, che non sto facendo l’amore per un problema di cistite acuta o non so cosa sia, che comincio a saper dire le cose nel giusto momento e…miracolo! Che io non sia più tanto pazza come un tempo.

 

Riportare i piedi a terra è necessario quando si ama. Anche la più piccola parola inutile può pesare più della muraglia cinese. E sì che in Cina non ci sono mai stata, né mi attira. Vorrei andare a New York, in Turchia e in Egitto. Ma nell’ordine vorrei andare prima di tutto in Egitto, poi in Provenza, in Norvegia a vedere i fiordi, poi vorrei fare vacanza in Australia per vedere i canguri e le pianure immense, poi vorrei portare la macchina fotografica con me e non fare nemmeno una foto.

 

Se ci si diverte, non si pensa a fotografare. Comunque, al di là di tutto, sono una donna e questo mi costringe a qualcosa, sì va bene il femminismo e i ruoli che sono cambiati – e la saga delle conquiste decisamente modificata: ora la donna parte all’attacco – ma guarda un po’ io resto a casa a cucinare e lui sta tutto il giorno fuori a cacciare animali, l’equivalente del lavoro, per noi, e non è che mi pesa questo ma sento la solitudine dentro le ossa e sembra che vivo per quei dieci minuti, la sera, quando mi dice belle frasi e mi coccola.

 

Solitudine, fra l’altro, che tempo fa ho cercato con le mie mani, ho affondato le mani nel mio corpo, nel mio cervello, stando sola ho ritrovato un contatto con me. Allora ho cominciato a dire le parole giuste al momento giusto. Ma sempre rimpiangendo quella sbadataggine e quella libertà che mi caratterizzavano – come di una farfalla senza rete, che sfugge e si colora e poi, a un tratto, muore.

 

Stasera si cena dalla mamma del fidanzato con i cugini. Se avrò tempo porterò una macedonia. Ho preso le spezie dal Commercio Equo e Solidale: cannella e altro. La cannella sarebbe l’ideale ingrediente insolito per una macedonia. L’ho già sperimentato una volta.

macedonia

 

Il mio tempo per me è finito. Tra mezz’ora verranno a passare il silicone sugli infissi. Lo studio attualmente è uno sgabuzzino e mi piange la coscienza. Tra non molto, al posto di tutte quelle cianfrusaglie, ci saranno una grande scrivania e due computer. È piccolo ma c’è una specie di finestra che dà sul salone. E io, almeno un po’, riprendo a curare anche il mio corpo e i rapporti sociali. C’è questo lento proposito di diventare più buona. Ma solo per sentirmi meno sola.

 

Il fidanzato dice che non vorrebbe andare a lavorare per stare tutto il giorno con me. Lo amo.