27 Ago

Cronaca di una convivenza torna su questo blog tutti i giovedì

Questo blog ha avuto e ha molte anime. Quando è nato, il 17 settembre 2012, si proponeva di descrivere un’avventura del tutto nuova per me: la convivenza. Con il tempo, si sono aggiunti altri impulsi e quindi nuove sezioni del blog (le Nuove Terzine, Anonima Scrittori, gli eventi culturali, le recensioni, i Probabili Rap e altre varie ed eventuali). La cronaca di una convivenza si è interrotta, anche per motivi personali, ma in fondo era l’origine e aveva reso il blog, nel suo piccolo, seguito da lettori fissi.

L’avventura ricomincia domani, 28 agosto 2014, e continuerà tutti i giovedì. Parallelamente, nel blog Cronaca di una vita intima ci saranno le altre sezioni, tra segnalazioni di eventi culturali e non solo, anche accademici, visto che nel frattempo ho iniziato un dottorato di ricerca, e magari prenderanno nuove fisionomie.

Per ora, i post di Cronaca di una convivenza sono stati raccolti in un file e corrispondono a 113 cartelle. Gli iscritti al blog nel frattempo sono diventati 2.756. In questo link sono riportati alcuni giudizi positivi: Dicono bene del blog.

“Hai un bel modo di cogliere i dettagli, certe sfumature: sì, proprio un bel modo”. Simone Ghelli

“Io e il mio ragazzo amavamo leggere il tuo blog seduti la sera insieme sul nostro divano bianco (anche noi!!!). Perché non torni a scrivere? Ci mancano le cronache della tua (nostra) vita intima“. Una lettrice

Ornella Spagnulo

cronaca di una convivenza

28 Nov

La casa degli spiriti, un romanzo fatto in casa

La casa degli spiriti di Isabel Allende, best seller internazionale del 1982, studiato già nelle accademie, è un romanzo fatto in casa. Prima di essere pubblicato, questo romanzo è stato scritto in casa, corretto in casa e rimasto in casa per molto tempo. La genesi del libro coincide con la morte del nonno di Isabel Allende, che volle scrivergli una lettera e si ritrovò poi a scrivere per diversi mesi di notte, quando tornava a casa da lavoro. Diversamente da romanzi nati on the road, nei circoli letterari e di amici lettori, o nelle case editrici, questo è un libro del tutto casalingo anche per la stretta collaborazione tra Isabel Allende e sua madre nella correzione del testo. I nomi dei protagonisti del manoscritto sono stati scelti dalla madre della scrittrice, in casa, e il romanzo è rimasto per lungo tempo in casa, perché in principio nessun editore voleva pubblicarlo. Isabel Allende

In un’intervista con Verónica Cortínez, Isabel Allende dice: “È come se La casa degli spiriti sia la misura e la forma di un mattone che mostra al mondo com’era la mia casa”.

La casa degli spiriti ha un titolo dedicato alla casa perché di fondo il libro ha come argomento la storia di una famiglia dentro e fuori due case: la casa di campagna, Le Tre Marie, e quella di città, o casa de la esquina.

Ornella Spagnulo

Isabel Allende

Il reale meraviglioso di Isabel Allende

Approfondimento con spunti tratti da questo saggio

12 Nov

Casa, dolce casa

La casa poggia su un filo matematico,

di bruno verde lo copre l’insalata

all’età mia non dovrei vedere più le cose

che in un unico modo: quello visto, reale.

Poi riappaio prendendo la mia macchina

a me stessa da quell’angolo peggiore:

la solitudine, che mi scava sulle ossa

con l’uomo perso e malato giù in Etiopia.

Non sono più parole universali, le mie,

son delle case che ho abitato e che ho vissuto

non ridendone mai.

Come se ci fosse dentro un’aura sacra

a compiangermi e ad illudermi

di poter essere migliore.

Non potendo ridere oltremodo

della parte mia peggiore.

02 Set

Sapevo guardarmi allo specchio e sapevo

Sapevo guardarmi allo specchio e sapevo

mentire

perfino a me stessa.

 

Spavento riflette lo specchio:

ora no, io non sono più

quella.

 

E mentre qualcuno

mi ha già etichettato

io libro nell’aria.

 

Esausta riatterro

per terra

mi svesto, e poi dormo per terra.

 

Mi guardo e non sono

non sono più quella

non so più mentire.

 

Spavento riflette lo specchio

sapendo che ho fatto

del male.

 

E mentre i più saggi

mi hanno etichettato

io cambio di nuovo.

 

Non sono nessuno,

non sono più quella,

riatterro per terra.

 

Ornella Spagnulo

28 Ago

Analisi di una convivenza. Inizia così

Never mind I’ll find someone like you… Nella canzone l’uomo le aveva detto: “Qualche volta, in amore, dura, qualche volta invece fa male”. Che soffra sotto il giogo di mille catene, un uomo che… Ma io ero pronta? Marzo mi ha fregato, il mio mese di nascita è il più indeciso dell’anno, fa freddo, ho caldo, prendo l’ombrello anche con il sole: siamo dei matti.

Potevo chiamarla “cronaca di un’indecisione” la cronaca di una convivenza, e “cronaca di una vita indecisa” la cronaca di una vita intima. Sarebbe stato uguale.

La tendinite al ginocchio mi ha tenuto una settimana con i piedi appesi ovunque, sulle sedie, sul divano, gamba tesa, senza piegare il ginocchio. Non sono scesa per giorni. Sono venuti a trovarmi due cari amici, Michela e Gabriele, così ho preparato una piccola torta. E siamo andati a messa. Oggi sono scesa da sola al parco, c’era il sole, acqua per terra, volevo non pensare a niente, fermavo i pensieri con la forza del pensiero. E ci riuscivo, molto strano. Questa paralisi dell’attività cerebrale mi ha fatto tornare lucida nel secondo pomeriggio. Un paio di decisioni prese, sì, proprio giuste, con l’aiuto di papà al telefono. Tante persone non hanno bisogno di nulla fuori che di se stesse, per decidere, e del tempo; io sono l’opposto. Scegliere senza l’aiuto di qualcuno è una tortura, e rimandare è una tortura. Telefono allora, a volte chiedo anche ai passanti. Quando vivevo a Madrid non sapevo bene quale fosse il momento adatto per ritornare in Italia. La borsa di studio stava per scadere e occorreva una decisione: partire o fare richiesta per il prolungamento, come facevano tanti. Troppo difficile per me decidere. Per strada fermai una signora, mi fermò lei, ora il particolare non lo ricordo. Sta di fatto che cominciammo a parlare. Lei mi aveva chiesto indicazioni, forse io, non ricordo. Poi ci mettemmo a parlare del fatto che venivo dall’Italia. Quanto tempo rimani a Madrid? Sei mesi – la borsa di studio era di sei mesi. Troppo poco per conoscere Madrid. Se ne andò. Il segno del destino era arrivato, e così rimasi, anche se mia madre da Roma mandava le maledizioni: “Se non torni, vedrai!”. Ma le minacce non funzionano nella mia vita, ho già il passato minacciato, e poi sono ottimista.

Così da vera ottimista ho iniziato questa convivenza. Il postulato dell’amore è che quando c’è l’amore c’è tutto. Chiarito che questo elemento primario era presente, regole clericali a parte, iniziavamo una convivenza con le migliori intenzioni di sempre, sempre, sempre. La casa all’inizio era uno squallore, per carità, papà mi ha comprato una casa perfetta, anche per la storia che c’è dietro. Apparteneva a una buffa vedova dagli occhiali spessi, che era morta, lei insegnava e amava scrivere. Mi ha lasciato qualche manoscritto che ho buttato perché la notte avevo paura dei fantasmi. Al di là di questo, qualche volta in questa casa ci ho anche dormito bene, quando il compagno non russava. Anche sul divano si dorme bene. La vedova aveva lasciato in eredità la casa alle suore di Madre Teresa di Calcutta. Le ho incontrate, belline, suor Elena, simpatica, parla bene inglese, e anche l’indiana mi piaceva, e ho avuto la fortuna di entrare nella piccola stanzina rifugio della beata Teresa di Calcutta, ho visto dove dormiva, ho pregato rivolta alla statua della Madonna a cui si rivolgeva lei. È stato un grande momento, uno di quelli che penso ricorderò per sempre. Tutto grazie a papà, mamma, la vedova senza figli che insegnava e scriveva (e che, dopo la pensione, aveva il proposito di aprire uno sportello di aiuto per giovani mamme, se non fosse morta) e a questa concreta svolta si è aggiunto lui. Quasi di nascosto. Non glielo volevamo dire ai miei genitori che andavamo a vivere insieme. Ci sembrava troppo di approfittarci dell’altrui generosità. Ma poi per gradini, lui mi accompagnava a scegliere le mattonelle del bagno, mi portava a decidere i mobili (scegliere, decidere), e tra una cosa e un’altra, siamo saliti qui. Ed era tutto ancora vuoto. Però l’architetto si stava dando da fare, a smontare, abbassare, creare, imbiancare. Ricordo ancora lui, non l’architetto, il compagno, che mi guardò, si fermò e mi disse: “Davvero vuoi che vengo a vivere qui? Davvero mi vuoi?”. E a me viene da piangere. Risposi sì, il bacio, l’inizio, la meraviglia.

18 Giu

Cronaca di una convivenza. Forse Etiopia.

Cronaca di una vita intima

La mia Africa

Sono stata la prima volta in Africa a 14 anni, Tunisia, Djerba: era estate, facevo amicizie solo con ragazze e ragazzi molto più grandi. Daniele a lavoro ha l’opportunità di lavorare in trasferta, in Etiopia, per un periodo che potrebbe andare dai 2 mesi ai 2 anni.

La mia reazione istintiva è stata: “Vengo con te!”, per fargli compagnia e per avere un nuovo panorama intorno da descrivere. Se andrà per 2 mesi, però, non potrò accompagnarlo – direttive dal suo ufficio. Preferirei che non partisse. Se lo farà mi troverò probabilmente a passare tutte le sere su una webcam, a raccontare una vita italiana sempre uguale al mio uomo dislocato in un altro continente alla ricerca dell’oro in un cantiere di Salini.

Domenica siamo stati a fare un giro a Ostia. Il mio primo mare, quest’anno, visto dal marciapiede e dal balcone panoramico, senza i piedi sulla sabbia, con il caldo che rintontiva e un corteo di Harley-Davidson a celebrare l’anniversario dei motociclisti convinti.

Un aperitivo preso in un posto chic vicino alla piscina. Una cantante improbabile, accompagnata da pochi strumenti, si imbatteva in Mia Martini e Gianna Nannini, senza la competenza necessaria, producendo gargarismi inaccettabili. Osservando l’atteggiamento delle cameriere ho detto: “Ecco perché mi piaceva l’università e non mi trovo nei posti chic. Le ragazze alla Sapienza trattavano in modo uguale gli uomini e le altre donne.

Facoltà di Lettere e Filosofia, Sapienza, Roma

Lettere e Filosofia, Sapienza, Roma.

Negli ambienti eleganti, di destra, fanno le fiche allegre”.

E mentre ne parlavo, notavo un uomo, all’altro tavolo, che dopo aver espresso l’ordine alla cameriera posava solo per un attimo lo sguardo sulla moglie, e dopo lo girava sul fondoschiena della cameriera.

Loro sono avvantaggiate dal fatto che tutte le altre donne sono sedute, non mostrano il corpo. Certe cameriere non hanno rivali, eccetto le altre cameriere.

Mi sembra che alcune di loro provino piacere nell’essere guardate. E giurerei che non sia solo una mia impressione.

Cronaca di una convivenza. Nomade involontaria. Clicca qui

28 Mag

Viva, rivista in carne e ossa. Un breve assaggio

Vi ricordate l’evento che avevo segnalato una settimana fa? “Viva, una rivista in carne e ossa” c’è stata il 23 maggio a Roma. E ritornerà. La redazione è composta da: Claudio Damiani, Nicola Bultrini, Stas’ Gawronski, Giuseppe Salvatori.

Ho fatto un breve video, per ricordare il primo numero, “Terre”.

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20 Mag

Salone del libro di Torino, blog non ufficiale

Libri di carta, ebook, libri in cartoncino spesso, colorati, disegnati per far giocare i bambini. Libri che insegnano la storia di Torino, libri fascisti, libri comunisti, libri che prendono in giro tutti tranne se stessi.

Siamo stati alla Fiera del libro di Torino: più che un Salone, una Fiera. Uno sconto del 10% non cambia molto e i veri precari neanche ci sono venuti a Torino. In compenso Gene Gnocchi posa con sconosciuti davanti all’area riservata ai vip.

Presentazioni di libri, concorsi letterari, concorsi di Tweet, persone che si ritrovano tutti gli anni: “Che cosa è cambiato?”, titoli nuovi, traduzioni abusive, libri di ricette di Maria Grazia Cucinotta.

David Grossman, Rossana Campo, blogger autoironiche si fanno riconoscere con una maglietta.

Salone del libro di Torino blog

Ragazze che servono la Coca Cola Zero. Il mio fidanzato l’ha buttata: “Fa schifo”, ha detto. Al Salone ci sono molte sedie, ma più che salotti sono lunghe pubblicità. I libri – quali sono i libri? L’articolo del giornale locale di Torino titolava: “Non si vendono libri, quest’anno”.

Andiamo al Salone delle biblioteche di Sassari? Ah no, le biblioteche stanno fallendo, chiudono come si chiudono i libri, oggi. Non mi piacciono i libri delle biblioteche, non li sento miei, neanche questi libri sono tutti miei. Alcuni sì, ma pochi. Un paio in borsa.

“Attenzione alla nausea al Salone”, mi aveva avvertito un lettore. La nausea dei libri non letti, la Nausea di Sartre.

Cronaca di una vita intima al Salone di Torino

– to be continued? – 

Salone libro Torino blog

io speriamo che blog

17 Mag

Tra poche ore il blog si trasferisce a Torino per il Salone del Libro, già

Il blog cronacadiunavitaintima sta per abbandonare la casa romana per soggiornare a Torino nel fine settimana, con l’occasione del Salone del Libro 2013, insieme a case editrici, milioni di lettori e lettrici, scrittrici e scrittori, e vip che scrivono assolutamente per caso ma partecipano come ospiti speciali (ho letto l’interessante polemica su Satisfiction).

Il fidanzato mi ricorda che è venerdì 17 e pare che la sua giornata sia iniziata male.

Stamattina sono andata a fare le fotocopie dei miei manoscritti.

blogger cronaca di una vita intima manoscritti

Manoscritti di Ornella Spagnulo, blogger

Non sono brava a usare Twitter, né sono capace nelle pubbliche relazioni (troppo poco diplomatica), però nel tempo – da 4 anni a questa parte – ho accumulato pagine su pagine. Alcuni manoscritti li trovate girellando in questo blog.

Lo so che è la fiera delle case editrici e non dei manoscritti, ma ne ho sentite troppe sulle email mai arrivate, sulle fotocopie che finiscono direttamente nel cestino.

Vorrei garantire alle mie lettrici e ai lettori che fornirò loro un resoconto istantaneo, un’immagine, un’idea su quello che sarà il Salone del Libro di Torino visto da una blogger non ufficiale come me. Ma non so a che ora tornerò in albergo domani sera, dopo la full immersion, e come sapete sono troppo poco diplomatica.

Quindi vi lascio con una terzina e alcuni suggerimenti di pagine del blog, per chi dovesse sentire nostalgia…

La paura del diavolo

c’è in ogni anima santa:

la luce ha paura delle tenebre.

Ornella Spagnulo, Nuove Terzine

 

Salone del Libro di Torino, 2013

stiamo lavorando anche per voi

blog ornella spagnulo

Blogger in trasferta

Manoscritti blog case editrici

“Alla fiera dell’est, per due soldi un editore il mio libro comprò”

Pagine consigliate per chi si annoia nell’attesa:

Dicono (bene) del blog – pagina nuova nuova

The Wall – uno dei manoscritti, appunto.

Blog cronacadiunavitaintima