01 Dic

Poco prima di Natale

Abbandonata qui –

non credevo che mi sarebbe tornata

la musica,

 

non credevo di poter dire

qualche altra cosa in versi

 

(oltre quello che ho già fatto

di strano)

 

poco prima di Natale.

 

Ma se le campane suonano

anche per molti non udenti

 

forse il mio essere cieca

all’amore

 

(e al bene nelle sue mille forme)

 

finirà – sta per finire – chissà.

 

A tutti è data un’ennesima

manche (neanche fossimo

al gioco dei quizzoni);

 

e magari il vicino

ci sorprenderà con un gesto solidale,

di vicinanza utopica, di sodalizio reale!

 

No, non mi aspetto tanto,

neanche prima di Natale.

 

23 Dic

Pensiero e realtà n. 30

Il Natale è arrivato praticamente e io mi sento del tutto impreparata. L’albero è acceso, il presepe creativo installato – ho usato la forma del pandoro Bauli di cartone per fare la casetta della Sacra Famiglia, come a dire: ricordate, sotto il pandoro c’è Gesù, è questo il significato del Natale. Ma non so quali altri significati dare al Natale, visto che sono ancora tanto lontana dal segreto dell’amore.

 

Questo è il primo, anzi, il secondo Natale che passo in compagnia di una persona che mi ha saputo mettere i piedi per terra. Prima volavo, presa da mille cose, mi stranivo per niente e mi infatuavo di fantasmi, Vip e artisti scarsi. Non avevo nessuna autostima. Così cercavo qualcuno, accanto, che brillasse di un valore aggiunto. Non mi bastava un banale essere umano. In Daniele amo tutto, amo la persona, il sentimento, le fragilità, amo le idee che odio e  tutto quello che non sono. È molto più abile di me nelle pubbliche relazioni; ormai parla anche più di me con i miei amici. I miei ex amici, ora i nostri amici.

 

Quello che dico a me stessa è che per riscattarmi, per non essere più in debito verso chiunque per tutto questo amore, dovrei essere amica di tutte le persone che esistono su questo pianeta. Morti inclusi. Invece non mi ci vuole molto per etichettare, come al solito, come facevo prima o forse di più.

 

A volte sono verde di rabbia per la gelosia, perché mi sento in disparte. Non succede spesso. Sabato sera abbiamo litigato. È vero: non mi piace stirare le camice.

 

Non mi piace neanche fare le lavatrici, perché abbiamo la lavatrice in balcone e io prendo freddo. Cucino, però, e non male. Tengo più o meno in ordine la casa, passo la scopa e lo straccio, ogni tanto. Questo non basta per riscattarmi. Dovrei fare molto più di così. Almeno stirare e lavare bianchi, colorati, capi neri eccetera.

 

Stamattina ho ricevuto una telefonata benaugurante da una persona. Si tratta dell’ambito lavorativo. C’è un progetto e crescerà: dopo la Befana tornerò a lavorarci. Abbiamo trovato una persona valida a cui affittare l’altra parte della casa. Lavora molto e risiede fuori Roma. Sono già meno preoccupata di prima, sull’argomento.

 

Oggi nel pomeriggio, dopo una scorpacciata di carne al sangue (non sono vegetariana) in un ristorante in cui eravamo stati 4 mesi fa, abbiamo incontrato un mio amico. Ci ha regalato una splendida cornice in legno. Daniele non vuole essere fotografato, così non so cosa ci metteremo dentro, però è stato un bel pensiero. Noi gli abbiamo portato una confezione di biscotti al cioccolato. La sera a cena è venuta una mia amica, le abbiamo regalato un piccolo albero di Natale in vetro e lei a noi una Stella di Natale.

 

Daniele mi prende la mano, stiamo sul divano, e mi dice: ‘ti amo’, ‘eh?’, ‘ti amo’, ‘sì?’. ‘tantissimo’, dice il fidanzato e mi sento squagliare dolcemente, peggio che il cioccolato, peggio che il caramello. Sta giocando con un videogioco, ora brucia tutti gli alieni. Vicino a noi ci sono il cane e la papera di peluches. Il cane me l’ha comprato da I., me ne ero innamorata, la papera stava seduta sul seggiolino della sua automobile prima che arrivassi io.

 

21 Dic

Pensiero n. 29 (a ridosso di Natale)

Sono sola questa sera, davanti a quella che forse è stata l’ultima puntata di Sex and the City. Ora va in onda l’addio, con interviste alle protagoniste e agli attori. Daniele è andato a una cena di lavoro e saluti natalizi prefestiva, le donne non erano ammesse.

 

Se qualcuno conosce la depressione bipolare, sa che possono prendere scoppi di pianto improvvisi. Ma anche chi non la conosce può sperimentarli. Basta essere donna, senza lavoro. Basta sentirsi in colpa per avere espresso la propria anticonformista opinione.

 

Prima, nel tardo pomeriggio, sono passati mio padre e mia madre per portare quello che serve alla parte di casa che affitterò. Li ha raggiunti un’amica di mamma che vende delle sciarpe artigianali. Sua figlia è diventata giornalista pubblicista scrivendo per un sito web e pagando. ‘non è nella mia etica del lavoro, mi dispiace’, ho risposto a quello che sembrava un suggerimento (e uno sfoggio): ‘se diventerò giornalista, sarà perché scrivo, non perché pago’. Ho visto l’espressione del suo viso cambiare, non era nelle mie intenzioni criticare ma spiegare perché mi comporto in un certo modo. Insomma, qualcuno mi spieghi: posso avere un’idea che non corrisponde ai consigli che tentano di darmi?

 

Ma sto imparando ad annullarmi. Quando si impara ad amare ci si mette da parte, e se si torna in prima linea ci si sente ancora più in colpa. È Natale: mancano pochi giorni. Cerco un equilibrio tra essere e amare, tra pensare e dire, tra fare e non fare. Sono sempre pronta ad accettare consigli da Daniele, ma chissà se non è il tempo di ricominciare a ragionare con la mia testa? A volte sento che ho tutto e a volte che mi manca tutto. Avevo tanti amici, non mi facevo problemi, decidevo quasi sempre di mio impulso. Ora il mio unico amico è lui, e se trovo un ragazzo carino mi sento stronza. Ascolto e metto in pratica la sua soluzione a ogni piccolo e grande problema.

 

L’albero di Natale ha le luci accese e la mia casa è ancora un po’ disordinata. Continuiamo a stare attenti alle spese perché abbiamo solo uno stipendio. L’altra zona della casa si affitterà da gennaio. Sono molto fortunata, lo so. Quanto è brutto pensare di mandare tutti a fanculo e trovarsi un minuto dopo ad aver bisogno di tutti, a sentirsi soli.

 

Sono ancora lontana dall’essere la persona che voglio essere. Anche se non mi manca niente. Sarei più felice se la mia casa fosse pulita da qualcun altro? Se facessi amicizia con le fidanzate dei suoi amici? E se andassimo a mangiare il sushi come facevamo da fidanzati lontani? Alterno la nostalgia per il breve periodo di fidanzamento ufficiale con l’appagante magia dei nostri momenti migliori da conviventi. Mi sento in un limbo e non riesco a credere, come ho detto oggi al telefono a una persona, che passo la maggior parte delle mie giornate a casa. Sono ingrassata di almeno tre chili. Ma sono felice sotto gli strati più superficiali del mio corpo. 

Ci sono sere in cui sarebbe meglio non essere soli. L'indipendenza ha i suoi giusti tempi.

Ci sono sere in cui sarebbe meglio non essere soli. L’indipendenza ha i suoi giusti tempi.

26 Nov

Realtà n. 25 (dicembre a novembre)

Mioaffitto mi chiede di riposizionare l’annuncio ma per il momento intendo spendere zero centesimi per affittare la parte vuota della casa. L’appartamento infiocchettato è molto grande. Io e il fidanzato occupiamo poco più della metà dei metri quadri calpestabili. Abbiamo un salone con cucina, un bagno e una stanza da letto. Oltre la porta, però, c’è uno spazio ancora in parte da arredare: nell’ottica dei miei genitori affittando l’altra zona dovrei avere un reddito utile almeno a pagare le spese e il supermercato. Poi è arrivato il fidanzato – è lui che mi aiuta, adesso, mentre oltre la porta è ancora tutto sfitto.

 

Ci siamo accorti che 1.100 euro al mese non possono bastare per due. E se vogliamo tornare a vivere e a respirare – se vogliamo stare tranquilli con i soldi, gli amici, le uscite e le tante cose belle che il sistema, freddo e incauto, ci vende – non dobbiamo soltanto affittare l’altra parte della casa: dobbiamo affittarla in fretta!

 

Stamattina sono stata al negozio “Tutto a mezzo euro” e ho comprato 1 euro e 80 di adesivi per il Natale. Li voglio nascondere fino all’8 dicembre. A dire la verità sono uscita con il pensiero di regalare qualcosa a Daniele ma già rinunciare alla cifra di 1 euro e 80 centesimi – quasi 2 euro: una colazione al bar o una confezione di prosciutto al supermercato – è stato faticoso. Ma Natale sta arrivando e il fidanzato mi ha raccontato che quando lui era piccolo suo padre appiccicava gli adesivi natalizi alle finestre – così ho pensato che poteva essere l’ideale soluzione.

 

Sto davanti a uno dei canali musicali su cui mi sintonizzo spesso, alla tv un video si succede a un altro e io prendo fiato e coraggio: ho già fatto una lavatrice e ora mi tocca mettere a posto bagno, salone con cucina e camera da letto. Alle quattro arriva l’agente immobiliare che ci ha venduto casa – per vedere com’è cambiato l’appartamento dopo la ristrutturazione. Le chiederemo consiglio per gestire l’affitto e i contratti.

 

Il pensiero del Natale mi perseguita quest’anno. E non è ancora dicembre. Al di là degli oggetti, delle Natività, degli adesivi per le finestre e delle stelle di Natale, sotto rifletto su quello che sto facendo di bene e di male. Ho smesso di andare a messa, è da un mese e mezzo, da quando sono entrata in questa casa. La verità è che mi dispiace lasciare il fidanzato da solo, che la domenica improvvisamente mi sembra freddo fuori e non mi va di prendere la macchina e di stare là da sola senza di lui.

 

Per il resto, sono risolti i rapporti familiari, ormai subordinati a un quieto vivere di base. Lascio stare le relazioni che mi portano a sentimenti strani: invidia, gelosia, antipatia, insofferenza. Però rimane forte in me un senso di giustizia e di rispetto che non mi dà pace. Continuo a fare di tutto per portare chi mi ferisce a capire il mio risentimento. Questo forse l’ho preso da mio padre. Ma è qualcosa che allontana molte persone. Così non so come giustificare la mia voglia di Natale. Se bisogna perdonare ‘settanta volte sette’, preferisco, per il momento, ‘non gettare le perle ai porci’

Natale arriva

Pacchetti di Natale, pandori grassi con le gocce di cioccolato, piante rosse dette ‘stelle di Natale’, biglietti da spedire a parenti e amici lontani, etichette brillanti per indicare il nome del destinatario di un regalo, mercatini pieni di presepi, strade affollate con vetrine colorate di fiocchi di neve finti, e poi pranzi, cene ipercaloriche e rumorose, ma non si parla di religione né di politica seduti a tavola, si descrivono solo ricette e si raccontano piccoli aneddoti quotidiani.

23 Nov

Pensiero n. 25 (dicembre)

Il calendario segna la fine di novembre. Uno dei mesi più brutti, se si conta che ospita la ricorrenza dei morti, che è buio e fa freddo; le giornate non durano granché. Per quanto mi riguarda, preferisco dicembre o marzo, aprile, maggio o ancora giugno, luglio, agosto… ottobre. Ma ad agosto tante volte mi sono annoiata e settembre è un momento di passaggio che di solito vivo con un po’ di preoccupazione. Quest’anno è andato diversamente, visto che si progettava la futura convivenza, iniziata un mese e mezzo fa.

 

Dicembre è bello tutto intero. Il freddo si fa secco – non umido, come a ottobre – e le strade non sono più luoghi di solitudine, ma sembrano motivi di aggregazione: caldarroste, raccoglitori di firme per associazioni di volontariato, addobbi natalizi dentro le vetrine dei negozi che invogliano ad entrare…Anche quei 20 metri quadri con merce esposta e relativi cartellini, anche quelle persone che quando salutano lo fanno solo per convenienza – perché è il loro lavoro – e la loro missione è puntare al tuo portafogli, ecco anche quegli oggetti (vestiti, soprammobili, profumi, caraffe per l’acqua, tovaglie, cellulari e porta-cellulari) che spesso non sono altro che derivazioni dell’ego – oppure sono merce utile ma sempre e comunque merce senza anima, senza respiro, in fondo non sono nemmeno piante o animali -, anche tutto ciò acquista toni diversi. E gli oggetti barra soldi, nati per disgregare, salgono sul trono della solidarietà perché la gente non compra più troppo per sé e niente per il prossimo, ma compra tanto e solo per gli altri perché Natale vuole così.

Prima, fino a 24 anni, il 25 aspettavo di poter aprire i pacchetti e mi domandavo curiosa e felice cosa ci fosse dentro. Adesso mi interessa regalare qualcosa che possa far piacere ricevere. Ma questi sono solo pensieri, infatti se non trovo un lavoro decente entro pochi giorni, a Natale non potrò fare neanche un regalo. Allora davvero ricorrerò ai negozi di “Tutto a mezzo euro” per soddisfare con un budget di massimo 10 euro le più importanti dimostrazioni di affetto.

 

Oggi vado in banca, i miei genitori mi hanno regalato, appunto, qualche soldo da mettere nel conto. Ma il primo di dicembre ho appuntamento dalla ginecologa per un’analisi e questo appuntamento dimezzerà le mie risorse finanziarie.

 

Qui fuori, davanti ai balconi, è ancora un cantiere ma le ringhiere sono state ritinteggiate di rosso.

 

A volte perdo la fiducia nella mia maniera di schiacciare il tempo e le avversità. ‘non so se sono brava a scrivere’, dico al mio amore. Faccio finta di voler mollare tutto, però cambio opinione quando il fidanzato mi incoraggia e mi dice di proseguire.

 

dicembre

 

 

 

12 Nov

Realtà n. 21

Riassunto del week-end: sabato e domenica di grande sonno. Il pomeriggio di sabato abbiamo dormito a intervalli, davanti alla tv, e anche la domenica pomeriggio.

(Sabato: il fidanzato dorme come me fino a mezz’ora fa. Mi sono svegliata davanti al programma Nuvolari. Acrobazie di motociclisti e donne che spiegano i motori: credibili i primi, patetiche le seconde.

Il programma del pomeriggio era di uscire per fare qualche acquisto. Il fidanzato aveva bisogno di camicie. Volevamo unire la necessità a una passeggiata, magari fermandoci in un bar, cappuccino decaffeinato per me, per favore, ma siamo rimasti dentro casa fino alle sei e mezza; televisione accesa, occhi di sonno, e un appuntamento alle nove meno cinque verso il centro per ritrovare alcuni amici spagnoli di mio padre venuti qua per turismo, una coppia con tre figli, cena in un ottimo ristorante italiano.

Con la scusa della visita straniera, io e il fidanzato abbiamo messo piede in un ristorante dopo circa un mese. Da quando viviamo qua non possiamo più permetterci di cenare fuori. Stiamo sopravvivendo con il suo stipendio e non c’è modo di comprare niente di niente. Io cerco lavoro ma nulla. Ormai i miei acquisti si limitano al mercato e al supermercato. Nessun problema ma non voglio pesare sul bilancio. Il fisioterapista non è contento della pagina Social della sua azienda, ha detto che se la può fare da solo per cui addio anche ai cento euro al mese che mi prometteva.

Le giornate corte, già i primi addobbi di Natale, qualcosa manca ancora alla casa ma c’è tutto).

 

L’invidia, comunque, è una brutta cosa. Quindi rispondo a chi mi ha rimproverato nell’espressione di una libera opinione: ‘Caro polemico, mi piace predicare male ma la differenziata la faccio anch’io. Non credo, come dici, che sarebbe più utile buttare tutto a terra, caro tizio. Dico semplicemente che se chi governa avesse davvero a cuore questo paese – o questa terra – non ci stresserebbe tanto con la “differenziata”. Caro polemico, non credi che i supermercati dovrebbero svuotarsi di inutili contenitori di plastica pieni di limoni spremuti, saponi che durano quattro giorni e contenitori di pesti e surgelati? Fossi in te, ci penserei. Se, invece di riciclare, tutti potessero comprare quello che serve usando contenitori che hanno già in casa – invece di buttarli e ricomprarli, buttarli e ricomprarli – ci risparmierebbero molte perdite di tempo. E questo è solo un esempio che ti voglio fare, perché mi piace differenziare il mio tempo e riciclarlo, senza perdere tempo con le persone sbagliate.’

 

Ma non amo discutere: amo litigare. Ho imparato con gli anni a reagire e se prima mostravo un’apparenza calma e pacifica anche se mi pestavano i piedi e la dignità, ho solo immagazzinato tanta rabbia e orgoglio da voler vincere, adesso. E non farmi più pestare i piedi. Perciò, caro tizio, e cari vecchi amici stronzi, e care persone che mi hanno sbattuto la porta in faccia, e cara parrucchiera che prima mi dici che mi pettini i capelli gratis e dopo mi dici che sono venuta troppo tardi quindi devo pagare, e cara ginecologa che mentre soffrivo con delle fitte fortissime laggiù, tu mi davi un appuntamento e non ti presentavi, e cara segretaria stronza che mi hai fatto aspettare più di un’ora per farmi esaminare da un altro medico… E cara amica del fidanzato che parli solo con lui, non con me; e cara anche tu crisi economica che non ti hanno creato: ti hanno inventato. Caro Natale in anticipo nelle apparenze ma assente nei cuori, e cara anche me del passato: che ero così silenziosa, così noncurante, che non me ne fregava niente degli altri e passavo per ‘buona’. E cara me di ora: che se voglio veramente bene a qualcuno e si comporta male glielo dico ma non ottengo niente.

Cara casa di adesso, che siamo io e il mio amore a viverla, e anche se possiamo arrabbiarci poi facciamo pace. Ecco, ora sono nel posto giusto.

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Suggerirei di allestire albero di Natale e presepe l’8 dicembre, come vuole la tradizione. Sono molto grata al Natale. Mi ha restituito un papà, mi ha fatto incontrare con il mio compagno. Perciò piano piano che arriva anche questo Natale cercherò di capire cosa posso dare in cambio.