06 Feb

“Torno subito”. Serata per Roma il 20 febbraio e “Sei + Dolce”. Giuseppe Dolce in concerto il 21. Teatro Petrolini di Roma

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Torno subito. Serata per Roma al teatro Petrolini.

Letture, canzoni e discorsi su Roma sabato 20 febbraio alle 21 con scrittori, poeti, musicisti e non solo.

Ingresso: 10 euro (tessera compresa). A fine serata verrà offerto un piccolo rinfresco. Il ricavato sarà destinato a Legambiente.

serata per roma petrolini

Concerto di Giuseppe Dolce al teatro Petrolini (Testaccio).

Altra serata di beneficenza al teatro Petrolini domenica 21 febbraio alle 18 con il cantautore Giuseppe Dolce.

Ingresso: 10 euro (tessera compresa). Il ricavato sarò dato all’associazione Migranti e banche.

Tel. 06 5757488

Via Rubattino, 5 – zona Testaccio

22 Set

Laboratorio di scrittura creativa a Roma

Laboratorio di scrittura creativa Roma

Il laboratorio di scrittura creativa a Roma dell’associazione culturale Il Palco delle Valli partirà il 14 ottobre (mercoledì) alle 20, con una lezione gratuita durante la quale mi potrete interrogare. Poi, se l’esame vi sembrerà superato, vi potrete felicemente iscrivere al corso. Saranno due ore alla settimana di lettura, scrittura e confronto.

Il testo di riferimento, oltre a un classico che ciascuno di voi sceglierà e porterà con sé per tutto il laboratorio, sarà Il limbo delle fantasticazioni di Ermanno Cavazzoni, edito da Quodlibet (2009). Una lettura vivamente consigliata che riflette senza peli sulla lingua sull’esperienza della scrittura, sulle aspirazioni individuali, sulle differenze tra cosa è realmente letteratura e cosa spazzatura. Un libro geniale di Ermanno Cavazzoni.

Il teatro Il Palco delle Valli si trova in via Valsavaranche 87, vicino alla fermata della metro B1 Conca d’Oro (Roma nord). Per informazioni: 320 2757896. Scrivetemi anche qua sul blog.

laboratorio di scrittura creativa roma

17 Mar

Giornata mondiale della poesia alla Casa delle letterature

Per festeggiare con un poco di anticipo la Giornata mondiale della poesia 2015, alla Casa delle letterature un numero speciale di Viva, una rivista in carne e ossa.

 Il tema è la Gioia.

Giornata poesia 2015

Giovedì 19 marzo, ore 18, in piazza dell’Orologio 3, Roma.

Letture di: Damiano Abeni, Annelisa Alleva, Daniela Attanasio, Lucianna Argentino, Carlo Bordini, Nicola Bultrini, Maria Grazia Calandrone, Flaminia Cruciani, Claudio Damiani, Alessandro De Santis, Roberto Di Pietro, Stelvio Di Spigno, Francesca Farina, Paolo Febbraro, Bruno Galluccio, Antonietta Gnerre, Serena Maffia, Monica Maggi, Andrea Margiotta, Monica Martinelli, Cinzia Marulli, Renzo Paris, Vanni Pierini, Gabriella Sica, Luigia Sorrentino, Ornella Spagnulo, Alberto Toni, Isabella Vincentini, Zingonia Zingone e altri.

Intermezzi musicali di Dolce & D’Orazio.

Al termine, aperitivo.

Redazione: Nicola Bultrini, Claudio Damiani, Stas’ Gawronski, Giuseppe Salvatori. Tel 06 3610892

09 Mar

Alda Merini. Lettere e poesie, sabato 21 marzo da Mangiaparole (Roma)

Alda Merini lettere e poesie

ALDA MERINI. LETTERE E POESIE

21 marzo 2015

ore 19

Libreria caffè letterario Mangiaparole

Sabato 21 marzo alle 19 nella libreria caffè letterario Mangiaparole, un omaggio ad Alda Merini nel giorno in cui avrebbe compiuto ottantaquattro anni.

Alda Merini. Lettere e poesie è un evento organizzato da Associazione familiari anti-stigma Alda Merini, Associazione culturale L’Eco del Nulla, Salento in Progress e Arcadia Lecce, in collaborazione con Ornella Spagnulo, dottoranda di ricerca in Italianistica a Tor Vergata. Durante l’evento si leggeranno lettere e poesie di Alda Merini.

Ornella Spagnulo, autrice della monografia Il reale meraviglioso di Isabel Allende e di poesie e racconti pubblicati in antologie e sul web, con la segnalazione del blog di poesia della Rai, introdurrà e parlerà degli esordi della poetessa, che ricevette subito l’appoggio di alcuni critici, fra cui Oreste Macrì, di Maglie (Lecce), gruppo degli ermetici. Lorenzo Masetti, vicedirettore e responsabile della sezione Lettere della rivista culturale L’Eco del Nulla, interverrà sul tema proponendo un confronto letterario tra l’opera di Alda Merini e di Dino Campana. La psichiatra Maria Antonietta Dicorato, che fa parte dell’Associazione familiari anti-stigma Alda Merini, ha conosciuto personalmente la poetessa, racconterà dell’incontro e illustrerà brevemente le attività e gli obiettivi dell’associazione. Francesca Romana Mancino, vincitrice del Premio Nazionale Poesia Diana Nemorensis nel 2012 e pubblicata nel volume Ho conosciuto Gerico per il Premio Alda Merini dell’Accademia dei Bronzi nel 2014, leggerà una sua poesia dedicata alla poetessa.

La libreria caffè letterario Mangiaparole si trova in via Manlio Capitolino 7/9, a pochi minuti di distanza dalla fermata della metro A Furio Camillo. Mangiaparole è anche bar e ristorazione.

Alda Merini lettere e poesie

Apri l’Invito all’incontro Alda Merini. Lettere e poesie 21 marzo 2015

31 Ott

Libriamoci a Roma. Come è andata

Libriamoci è finito oggi. A Roma ho portato le prime pagine del racconto Il vecchio e il mare di Hemingway in un istituto comprensivo, il “Piazza Minucciano”. Le classi interessate sono state I, II e III media.

Libriamoci Roma

Le mie osservazioni sono queste, in ordine assolutamente sparso.

1) Ogni classe è un organismo a sé. C’è la classe attenta e la classe rumorosa.

2) In ogni classe ci sono poche persone, ma vispe, interessate alla lettura.

3) I generi più letti tra i ragazzini oggi sono i fantasy e i libri di avventura (solo io leggevo Fogazzaro e Silone alle medie?). Su 9 sezioni, solo un’allieva dice di aver letto i Promessi Sposi.

4) Gli studenti hanno in generale molta memoria (alla fine di ogni pagina facevo domande mirate).

5) Gli studenti non hanno molta capacità di immaginazione (quando chiedevo loro di esercitare la fantasia e di immaginare come sarebbe andata avanti la trama, per lo più non sapevano che dire).

6) I ragazzini sono ottimisti! (Dei pochi che avanzavano teorie sul seguito, la maggior parte sperava che finisse bene, quindi che il vecchio riuscisse a pescare e che il ragazzo lasciasse la barca fortunata per tornare a pescare insieme al vecchio).

7) Poche sorprese molto positive: una ragazzina, finita l’ora, ha detto: “Continui lo stesso, per favore!”, un ragazzino, in un’altra classe: “Lei ritorna?” e un altro: “Finirò di leggerlo a casa”.

8) Le professoresse sono state molto contente. Vorrebbero portare avanti questo laboratorio di lettura.

25 Set

Cronaca di una convivenza e il conto a rovescio della convalescenza

Il resoconto giornaliero nei tempi di malattia o convalescenza è quasi sempre uguale, si va di sottrazione. Un giorno in meno, un giorno in meno, dalla mattina a quando è buio, la fortuna è che ogni giorno è uno in meno. Al caro Hemingway, che consigliava di scrivere con sincerità: posso raccontare ai miei lettori quello che ha appena detto l’avvocato, cioè che ci farà sapere presto per i soldi dello scorso incidente? E che a me questa somma, incidente più incidente, proprio non piace? E che il più grande divertimento per Daniele in questo periodo è bere una Coca Cola dalla bottiglietta di vetro?

Il prossimo weekend forse una coppia di miei amici verrà a trovarci. Venerdì scorso abbiamo provato a raggiungere un sushi non molto lontano da casa, ma lungo la strada il compagno si lamentava per le buche, le buche di Roma a chi ha la spalla lussata non gli fanno tanto bene. Ma alle autorità della regione Lazio e della città di Roma non si può domandare anche questo: non si può richiedere di livellare l’asfalto, perché sarebbe una spesa troppo costosa, ci sono altre ‘priorità’, come aumentare la tassa dei parcheggi a pagamento, per esempio.

Non mi dispiace, sotto sotto, avere Daniele a casa con me, circa un’ora fa ho pensato: come farò quando tornerà a lavoro?

La sera non fanno più film belli come quest’estate. A volte ce ne stiamo ognuno con il suo computer a fare, a leggere. Ogni giorno, poi, lui mi ascolta ripetere la vita di Alda Merini: sabato ci sarà il grande evento al Maxxi. Nel frattempo, grazie a questa scusa, ho stretto amicizia con tre delle quattro figlie della poetessa, ci siamo scritte. Non l’ho mai viste di persona ma mi sento molto affezionata a loro.

Facebook è il Social in assoluto che più amo. Io e Daniele abbiamo cominciato a relazionarci in maniera intima proprio grazie a Facebook. Nel periodo in cui lavoravamo insieme non c’era mai stato niente, neanche un interesse da una parte o dall’altra. Andavamo a mangiare in pausa pranzo, ci raccontavamo le nostra sconfitte (io le mie angosce d’amore e lui i suoi incontri fatiscenti), dopo mi licenziai, e a quell’altezza non ci eravamo neanche scambiati i nostri numeri di telefono. Fu grazie a Facebook che mi contattò, un mese dopo più o meno. E gli raccontai per la prima volta come sono fatta, così mi invitò a uscire con lui e i suoi amici per non farmi passare il Natale da sola.

blog Ornella Spagnulo

 Ornella Spagnulo

13 Ott

Per la Madonna di Fatima

Mentre camminavamo sembrava di stare in Paradiso

con tutto il verde intorno, i ragazzini, il cielo e il sole,

tant’è che dissi esausta: “Ma siamo in Paradiso!”,

in risposta ti fermasti per baciarmi sulla bocca.

 

E allora perché la gente soffre ancora,

qua tutti fanno guerra e nessuno è più contento?

Il Sole che splendeva oggi ,su noi, su tutta Roma,

era della Madonna di Fatima, trasportata per due giorni.

 

Adesso che lo scrivo ho appena ucciso la zanzara

perché farfalle non ne mangio, ma questi insetti mi divorano

e insieme ho sempre il dubbio di scrivere d’avanzo,

 

rubare cose inutili per la popolazione,

ma il nome di Madonna serve a tutti: Dio perdona,

anche se qualche rima l’ho scelta per orgoglio.

 

(Così quando io vivo e pecco con l’orgoglio).

Ornella Spagnulo

06 Set

Il senso, domani, arriverà, dice. Lo stesso.

Mamma si è operata stamattina per la seconda volta nel giro di pochi mesi. Tutto bene, stavolta era superficiale il raggio d’azione dei medici, ma le hanno fatto la totale. Sono molto preoccupata per la prossima operazione, a gennaio, perché tre anestesie totali nell’arco di 7 mesi mi fanno paura. Le ho portato una bottiglia di vino bianco, così quando torna a casa, con papà bevono e non ci pensano più. All’inizio dell’estate, l’operazione d’urgenza è andata liscia, e non aveva moltissime probabilità di riuscita. Ma ero rincuorata, un’infermiera in clinica sembrava mia nonna, mi ha fatto una carezza e ho capito che dovevo stare tranquilla. Ora però quello stesso segno, ricordato, non mi rasserena. Mamma ha smesso di andare in chiesa dalla prima operazione, e ha ripreso a portarsi a casa il pane che trova nei ristoranti. Sono pensieri.

Domenica, comunque, parto, e oggi pomeriggio vorrei cominciare questa benedetta valigia arancione, recuperata l’altro giorno da casa dei miei genitori, dove era in ostaggio. Già che c’ero ho messo in valigia tutti i vestiti invernali che avevo lasciato lì, quindi prima di farla la devo disfare e mettere nelle scatole floreali i cappelli, i maglioni, i pantaloni e le gonne per il prossimo inverno, sperando di emigrare davvero questa volta, perché Roma mi ha stufato.

Ho comprato 4 panforte per le famiglie che conosce papà a Malta, veramente uno è in più. Papà ha detto di regalare il dolce a chi capita, all’insegnante, o alla direttrice della scuola, e non so perché questo discorso mi è sembrato un po’ mafioso: con tutti i soldi che si prendono, questi qui della scuola, senza che nemmeno li conosciamo, che regalo gli dovrei portare? Se saranno simpatici, allora sì! Se farò amicizia con un gruppo di persone, potremmo dividerci il panforte durante un’uscita, ma non ho la più pallida idea delle persone che conoscerò. Certo parto felice, ed è un buon modo per partire. Si va via da un posto quando tutto va male o tutto va bene, diceva la mia amica Chiara in un pomeriggio nuvolo a Firenze, eravamo alla stazione dei treni, se non ricordo male. Secondo la sua teoria non sarei dovuta andare via da quella città, perché le mie cose erano talmente confuse in quel periodo che sarebbe stato un atto ridicolo dire che andava tutto male, o tutto bene, ma non avevo coraggio.

Sono discorsi senza senso adesso che sto andando via solo per due settimane. Ma dal momento che sono rimasta per un anno e mezzo quasi fissa nella capitale perché il mio ex non voleva neanche che andassi a trovare mia zia a Treviso, questa sembra una vittoria. D’altronde anche lui dovrebbe essere partito per l’Africa, era arrivato il momento di partire per noi, ognuno però in una diversa direzione.

Quando le direzioni si disciolgono non è per forza un male, è come pettinare i capelli. A proposito di capelli, spero che il viaggio li rimetterà a posto perché ora sono tutti sconclusionati.

Davanti a me, c’è una pila di cuscini del divano, senza la fodera. Ho messo tutto in lavatrice per dare una sbiancata al povero divano bianco, e si sono sporcate ancora di più. Intorno al cestello quella plastica della lavatrice si è rovinata, per cui sporca. Ma che mi frega!

Vasco Rossi, il senso, domani, arriverà, dice. Lo stesso.

(L’immagine è presa da http://www.informagiovani-italia.com/storia-di-malta.htm)

17 Giu

Cronaca di una convivenza. Nomade involontaria

Venerdì ho aspettato tutto il giorno la telefonata di amici che non hanno chiamato. Ho fatto due passeggiate per prendere aria intorno al quartiere, cercando di non passare per due volte davanti allo stesso bar o negozio. Con i condomini non mi trovo bene, ma con i negozianti sì e non voglio sembrare una sfaccendata che trascorre il giorno a vuoto.

Così ho salutato solo una volta la libraia, solo una volta il barista, solo una volta ho fatto mezzo giro nel parco, solo una volta sono passata da una profumeria. Non vorrei sembrare una che vive dell’affitto di mezza casa a uno sconosciuto. Stiamo chiusi ognuno nella sua metà ma la gente straparla e qualcuno mi ha detto che non posso portare uomini a casa: sono “pericolosi”.

Taranto blog

La “mia” città, Taranto

Chissà cosa penseranno adesso che arriverà Daniele. Vicino alla doccia – mentre pulisco il piatto doccia dal bagnoschiuma con il getto dell’acqua – ricordo la mia città, Taranto. Mio zio Gianni ha telefonato poco prima di cena e mi ha chiesto di andare a Taranto quest’estate, per conoscere la sua compagna. Manco da Taranto da tempo immemore: da quando è morta nonna non ci vado più volentieri, e silenziosamente penso anche che mi porti sfiga.

Solo un mese fa ho ricevuto una notizia che ha cambiato la consapevolezza della mia storia personale. Dalla nascita nella città del porto fino ai 3 anni, allo sradicamento senza ritorno – quando Roma è diventata la mia città – sono cresciuta con i nonni, non con i miei genitori. Mamma lavorava di giorno, papà lavorava a Roma. Non lo sapevo, ricordo poche cose della mia primissima infanzia: un trauma privo di grazia che non racconto volentieri e un vago ricordo di disgusto di fronte al cibo.

Blog letterario

Firenze

Odiavo andarmene dalle città, a Taranto stavo bene all’inizio, questo lo ricordo. A Roma sono stata divinamente fino a 9 anni, poi il trasferimento a Firenze. L’allontanamento meno spiacevole fu proprio da Firenze, ci avevo trascorso gli anni peggiori della mia vita. Di nuovo a Roma, e un anno a Madrid – stavolta l’avevo scelto. Cerco di non pensare più a Madrid, perché quando mi capita sento qualcosa alla pancia, dire nostalgia è troppo poco, è come sentire un pezzo di pancia che manca. Ho imparato a non sentire nessuna mancanza e, anche da magra, tengo sempre un po’ di pancia in avanzo per riempire determinati vuoti.

ricordi di Madrid. Statua di Valle Inclàn

Qui ero vicino alla statua di Valle-Inclàn, Madrid

Leggi Cronaca di una convivenza. Il male oscuro della depressione

Dal vecchio blog Noi e la studentessa Erasmus

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