09 Giu

Cronaca di una convivenza ad Assisi e invito

Il libro è uscito da quasi un mese ma poverino è stato presentato solo una volta, per cui vado in giro come se non fosse niente. Le notizie però viaggiano veloci e qualcuno già mi presenta come una poetessa basandosi sulla fiducia, e a me non dà fastidio, anzi. Ho come un’ansia, la paura e la voglia di cambiare tutti i mesi e gli anni di anticamera e di scrittura privata con qualcosa di più luminoso. Per andare via da pensieri simili, il weekend scorso siamo stati ad Assisi.

Appena arrivata ho ribattezzato questo luogo la mia seconda patria, lodando la città di San Francesco, la patria della pace gemellata con San Francisco, Betlemme e Santiago di Compostela. Avvicinarsi ai luoghi sacri – la tomba, l’eremo, la Porziuncola – ha certo allontanato tutti quei fantasmi (l’avvio e la perdizione: l’avvio di cosa? E la perdizione verso dove? So le risposte ma sono troppo timida per volerle dire). Ma non mi ha risolto. Partendo, sono stata presa da alcuni demoni. Forse, perché il mio io non se ne voleva andare più.

La stanza era piccolissima e mi piaceva così. Il ristorante chiudeva la cucina alle 21:30, come se fossimo in un monastero meno rigido degli altri (o in un ristorante dagli orari assurdi). Sembra che il popolo di Assisi non metta molta cura nella preparazione dei piatti. A parte gli affettati, i salumi e i tartufi, la pasta era tremendamente scotta, la panna ovunque e i dolci così tanto dolci da farti sentire in palese colpa per averli scelti. Io, peccatrice come Ciacco.

Eppure, tutto quello che avevo chiesto a questa vacanza si è avverato. Per due giorni non ho pensato al libro, per due giorni mi sono sentita in nascita e ritrovata. Il punto più bello è stato l’Eremo delle Carceri, con la scritta “Silenzio. Rispetto. Decoro.”

Assisi blog

Vorrei portare un po’ di decoro nella mia vita, ma venti, acque agitate, nervi tesi la perturbano: non sono arresa, sono solo impreparata. Torneremo nell’armonia francescana, ad Assisi. Prima, non mi resta che provare a fare tesoro della pace mentale appendendo in salone una delle sue preghiere e nell’ingresso la scritta “Pace e bene” su una mattonella colorata. Che sia preghiera e comandamento.

INVITO

L'avvio e la perdizione Saturday Night

Mangiaparole sta a pochi passi dalla fermata della metro A Furio Camillo, a Roma.

Ci sarà Giuseppe Dolce, cantautore, ci sarò io, se tutto va bene, ci sarà un piccolo aperitivo, ci sarà Mangiaparole, questo caffè letterario romano, ci sarete voi? Sabato 13 giugno dalle 20 in poi: reading poetico e musica.

Ornella Spagnulo