26 Mag

Tu mi dormi sulla spalla sinistra

Ieri sera si sono affacciati i nostri problemi,

che al mattino sono tutti svelati:

siamo bravi a giocarci intorno come due bambini

ma cresceremo prima o poi, dobbiamo farlo.

 

Tu mi dormi

sulla spalla sinistra. Sono le cinque e mezzo,

e affronti il pomeriggio

nel sonno più totale.

C’è che russi e la notte non riesco a dormire.

Ma poi dormo al mattino, e tanto è uguale.

 

Se domani, un giorno o l’altro, saremo famiglia,

se saremo due adulti, non più dei bambini,

chi ci darà ancora la forza per giocare?

 

Mi chiedo se il mio impegno varrà a qualcosa.

Non mi fai mai sentire sola, e questo basta.

Le mie mani hanno tutto quello che ti serve?

Le chiudo in preghiera, chiedendolo a Dio.

 

Dormi sempre sulla mia spalla sinistra,

nel pomeriggio, ma lavori

durante la settimana

e io non me la sento di svegliarti.

 

Sono io che non faccio niente:

attività precarie, scrivo, leggo,

mi rendo inutile alle vite degli altri,

“disoccupata” per la società,

iperattiva se ascolti me.

 

Ho tanti programmi per il futuro:

tra questi c’è il sogno di non crescere mai.

E ci stiamo riuscendo.

Tu dormi ancora sulla mia spalla sinistra,

è l’ora di cena,

scrivo ancora le mie vene di sangue prima di cenare.

 

Forse dormiamo per non capire che diventeremo grandi

e dormiamo per realizzare meglio tutti i nostri sogni,

e dormiamo perché gli altri non ci capiranno mai,

io lo so,

e dormo io perché non ho lavoro,

e dormi tu che ce n’hai troppo.

 

Usciremo questa sera? Tanto è uguale.

Da quando c’è l’amore, è bello anche non fare niente.

Ti sveglierai, mi vestirò.

Ieri ero io che non volevo uscire.

Avevo tanto sonno, finita la cena.

 

Ci sveglieremo domani l’altro. Avremo figli,

ed immensi grattacapi.

Ma saremo ancora due bambini: me lo prometti?

Me lo prometti che non cresceremo mai?

 

Dormi ancora,

se continui farai venire voglia pure a me.

Ma siamo giovani, siamo due bambini,

dobbiamo uscire dopo cena,

dobbiamo andare a divertirci!

 

Forse quando saremo famiglia

non potremo fare tutto questo:

perciò dormi,

che tra qualche ora avrò sonno anch’io.

 

Nel sonno non cresceremo mai.

Nei sogni saremo sempre due bambini.

blog letterario poesia25 maggio 2013 – Ornella Spagnulo 

 

21 Mar

Buona Primavera!

Un treno passa e dice: “Amèn”

Una vecchia cuce e dice: “Sia”

Il sasso rimbalza senza fermarsi

Su un fiume dorato di sangue e di sogni

 

Il peccato consuma e ti fa cadere

Scricchiola al vento anche il mio osso

Un treno passa ma non lo prendo

Il sogno ribolle nel mio sangue

 

Sul fiume mi specchio e penso: “Sia”

Non cedo al peccato, cucio i rimbalzi

La vecchia dorata scricchiola al vento

Un sasso rimbalza e dice: “Amèn”

 

Il sasso che cade dice “Amèn”

 

Un treno che passa

La vecchia che cuce

Il sasso rimbalza

Su un fiume dorato

 

–       tutte le cose dicono “Amèn” –

–       tutte le cose cantano “Amèn” –

 

Il peccato consuma

L’osso che scricchiola

Un treno che passa

Il sogno ribolle

 

–       tutte le cose dicono “Amèn” –

–       tutte le cose cantano “Amèn” –

 

Sul fiume mi specchio e penso: “Sia!”

Il sasso che cade dice: “Amèn”.

Ornella SpagnuloImmagine