17 Mar

Giornata mondiale della poesia alla Casa delle letterature

Per festeggiare con un poco di anticipo la Giornata mondiale della poesia 2015, alla Casa delle letterature un numero speciale di Viva, una rivista in carne e ossa.

 Il tema è la Gioia.

Giornata poesia 2015

Giovedì 19 marzo, ore 18, in piazza dell’Orologio 3, Roma.

Letture di: Damiano Abeni, Annelisa Alleva, Daniela Attanasio, Lucianna Argentino, Carlo Bordini, Nicola Bultrini, Maria Grazia Calandrone, Flaminia Cruciani, Claudio Damiani, Alessandro De Santis, Roberto Di Pietro, Stelvio Di Spigno, Francesca Farina, Paolo Febbraro, Bruno Galluccio, Antonietta Gnerre, Serena Maffia, Monica Maggi, Andrea Margiotta, Monica Martinelli, Cinzia Marulli, Renzo Paris, Vanni Pierini, Gabriella Sica, Luigia Sorrentino, Ornella Spagnulo, Alberto Toni, Isabella Vincentini, Zingonia Zingone e altri.

Intermezzi musicali di Dolce & D’Orazio.

Al termine, aperitivo.

Redazione: Nicola Bultrini, Claudio Damiani, Stas’ Gawronski, Giuseppe Salvatori. Tel 06 3610892

19 Ago

Per questa estate, le ferie sono finite

E si ritorna piano piano ai propri mestieri. Io ritorno agli studi del dottorato e mi sono data già un calendario da rispettare: lunedì Macrì, martedì Morante, mercoledì Scrittori bipolari, giovedì e venerdì letture libere. Sul prossimo numero della “Rassegna della letteratura italiana” uscirà un mio articolo sul carteggio di Elsa Morante, L’amata. A fine settembre, interverrò al nuovo numero di “Viva. Rivista in carne e ossa” che si terrà al MAXXI, e parlerò di Alda Merini (per questo vi avevo lasciato a luglio con una sua poesia, sul blog). Del mio prosimetro sulle Città Invisibili uscirà un estratto su un volume a cura degli organizzatori del Seminario dei Dottorandi di Tor Vergata. Quando ne saprò qualcosa di più, ve lo farò sapere.

Quest’estate la mia lettera aperta agli editori ha ricevuto una risposta dalla casa editrice emergente Sillabe di Sale, che mi ha invitato a interessarmi al suo sito.

Tornare qui a casa da sola tutto il giorno fa un certo effetto disperante. Non che non abbia cose da fare, ma di certo è più bello condividere, uscire e viaggiare.

La Biblioteca Nazionale Centrale, dove conto presto di fare tappa, riaprirà il 25 agosto con orario fino alle 13:30 e dal 1° settembre a orario continuato. Roma è ancora semivuota.

Ornella Spagnulo

17 Giu

La poesia contemporanea nelle antologie, a "Viva, rivista in carne e ossa"

Il motivo per cui leggo di più i classici è che 1) mi infastidisce l’idea di leggere autori che non rimarranno nella storia della letteratura, 2) quando leggo un autore o un’autrice contemporanea ho paura di imitarne per riflesso lo stile, 3) per scrivere devo farmi influenzare da scrittori e scrittrici che fanno parte della storia della letteratura, 4) leggo con lentezza e impiego molte emozioni nella lettura, per esempio non posso leggere di sera: le troppe emozioni mi svegliano, e dato che ho una vita soltanto e non posso leggere tutti i libri che vorrei, dovendo fare una scelta seleziono i classici e, tra le nuove uscite, mi dedico soprattutto agli autori contemporanei che sembrano palesemente destinati a durare in eterno.

Siamo arrivati al punto: gli autori contemporanei che rimarranno. Chi sono? Dentro di me, alcune idee ce l’ho, ma sono segrete, al massimo le scriverò su un foglio così, quando sarò morta, si potrà controllare se intuivo la verità. Certo è che chi scrive, oggi, ha due possibilità di riuscire: se i critici attestano con proverbiali deduzioni logiche e/o sentimentali che i suoi libri sono frutto di un lavoro nobile, e non di narcisismo, o grazie alle vendite. Le recensioni dei critici possono basare tutto sulla ragione, sì, ma spesso partono da un sentimento, o dovrebbero partire da un sentimento, nel senso non amoroso, ovvio, o almeno non di un amore inteso come per l’uomo o per la donna, ma verso un libro, una poetica, una scrittura. Altrimenti, un autore (o autrice) può emergere se i suoi libri sono comprati dalla maggioranza, che arriva a riconoscere la scrittrice o lo scrittore in questione per strada alla stregua dei personaggi famosi più tradizionali: gli attori, i musicisti, i presentatori, i presidenti della Repubblica… Il fatto è che il successo si porta dietro necessariamente degli insuccessi. Se non fosse così, vivremmo nel migliore dei mondi possibili e tutto sarebbe splendido, buono, necessario e sublime. L’insuccesso che capita a chi ha avuto successo è in genere essere oggetto del cieco parlar male di chi ha raggiunto le vette, da parte del popolino o degli esclusi dal Parnaso. È determinato dall’invidia dei più ma anche da un avvertimento che Gesù ci aveva dato nella notte dei tempi: “Nessun profeta in patria”. Poi ci sono le eccezioni.

blog poesia

Viva, una rivista in carne e ossa

Le eccezioni sono raccolte nel prossimo numero speciale di “Viva – rivista in carne e ossa”. Alla Nuova Pesa centro per l’arte contemporanea, in via del Corso 530, giovedì prossimo dalle 18:30 un reading di poeti italiani che sono già entrati a fare parte delle antologie. Intervengono: Claudio Damiani, Giancarlo Pontiggia, Patrizia Cavalli, Filippo La Porta, Valerio Magrelli, Laura Pugno, Davide Rondoni, Ottavio Rossani, Umberto Piersanti, Rossella Frollà, Giovanna Rosadini, Francesco Napoli, Vanni Pierini, Adriano Napoli, Daniela Attanasio, Franco Buffoni, Nicola Bultrini, Maria Grazia Calandrone, Rossella Tempesta e altri.

La poetessa Patrizia Cavalli

Patrizia Cavalli

Claudio Damiani Viva rivista

Claudio Damiani, “Il fico sulla fortezza”

Viva rivista. Davide Rondoni

Davide Rondoni, “Si tira avanti solo con lo schianto”

Viva rivista Valerio Magrelli

Valerio Magrelli

28 Mag

Viva, rivista in carne e ossa. Un breve assaggio

Vi ricordate l’evento che avevo segnalato una settimana fa? “Viva, una rivista in carne e ossa” c’è stata il 23 maggio a Roma. E ritornerà. La redazione è composta da: Claudio Damiani, Nicola Bultrini, Stas’ Gawronski, Giuseppe Salvatori.

Ho fatto un breve video, per ricordare il primo numero, “Terre”.

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23 Mag

Presentazione della rivista "Viva" e racconto di Angelo Gasparini

Blog tra poesia e racconti

Oggi vi segnalo un evento a Roma e ospito l’incipit di un racconto di Angelo Gasparini pubblicato dall’Erudita.

Presentazione della rivista “Viva”

Per chi si trova a Roma, oggi presentazione di “Viva, una rivista in carne e ossa”, in via del Corso 530, alle 18:45. Nella redazione: Claudio Damiani, Nicola Bultrini, Stas’ Gawronski, Giuseppe Salvatori. Il tema del primo numero è “Terre”.

Opere d’arte nuove o riproposte, nuova socialità nel nome dell’arte e per l’arte, come una rivista dovrebbe fare.

Tra gli ospiti: Maria Pia Ammirati (La danza del mondo, Mondadori), Daniele Mencarelli (Figlio, Nottetempo), Lucio Saviani (Voci di confine. Il limite e la scrittura, Moretti & Vitali), Lucilla Catania (scultrice): Stareeandare (Museo Nazionale d’Arte Orientale e Palazzetto Venezia – Giardino degli Aranci). Aperitivo finale.

La Nuova Pesa Centro per l’Arte Contemporanea

 blog poesia

Rui Costa, la Fenice. Racconto di Angelo Gasparini. Incipit

Rui Costa è arrivato al Milan nell’estate del 2001, fra tanto entusiasmo e i soliti scettici che dicevano che non avrebbe trasformato un buon battaglione nell’armada invincibile. Il mio vicino di casa, che è da sempre un tifosissimo viola, mi aveva detto “i traditori li giustizieremo quando passano a Firenze”. Lo diceva con rabbia, ma in realtà era molto dispiaciuto, era il disprezzo degli amanti quando non sono più ricambiati. L’anno prima, era andato al canile ad adottare un cucciolo e l’aveva chiamato Rui.

Di Rui Costa, si diceva che fosse un uomo del presidente, uno di quelli che il proprietario dell’A.C. Milan avesse comprato senza consultare allenatori od osservatori. Nella Fossa dei Leoni, si definiscono uomini o acquisti del presidente tutti quei giocatori che hanno doti balistiche ineccepibili, belli da vedere, spettacolari ed entusiasmanti, non per forza determinanti, ma esteticamente parlando perfetti e imposti dal presidentissimo, quasi aprioristicamente. Rui, in effetti, aveva tutte le carte in regola per rientrare a pieno nella categoria e, rispetto a tanti altri numeri dieci che oscillavano tra genio e sregolatezza, in più era un grande professionista. Rui Costa avrebbe preso il posto di un certo Zorro Boban, un giocatore dal grande carisma e dal carattere assai difficile; solo il vulcanico Ibrahimovic, qualche anno più tardi, sarebbe riuscito a farci scordare il temperamento del campione croato. Ad ogni modo, facendo dietrologia, Zorro era stato il numero dieci di un decennio incantato e irripetibile, un periodo fatto di successi nazionali e internazionali ma, soprattutto, l’eroe di quella strepitosa rimonta che nel 1999 ci aveva portato a vincere uno scudetto in rimonta contro una Lazio molto più forte (ma anche più stanca) della compagine rossonera.

(da I più grandi numeri 10 della storia del calcioL’Erudita, 2013)